Durban, Aids2016: il ruolo cruciale delle comunità

Durban, Aids2016: il ruolo cruciale delle comunità

Stefania Burbo, Focal point Osservatorio Aids, Durban

Fra i temi discussi alla conferenza anche il ruolo delle comunità in ambito sanitario. Il loro valore aggiunto è ampiamente riconosciuto. Nelle aree rurali alcune persone intraprendono viaggi che possono durare parecchie ore per raggiungere le strutture sanitarie. Nel caso di mancanza temporanea di medicine con pazienti che non possono aspettare c’è il rischio di dover interrompere la cura.

È possibile però scongiurare queste criticità, con il sostegno degli operatori sanitari di comunità che operano in dispensari non lontano dai villaggi. Fra le loro attività, rientrano anche il monitoraggio dell’aderenza alla terapia, l’allestimento di servizi “friendly” per avvicinare i giovani ai centri sanitari e l’informazione affinché la propria popolazione di riferimento sia consapevole dei diritti di cui è destinataria. Le comunità devono lavorare in stretto collegamento con i governi. Gli attuali livelli di investimenti spesso non sono in grado di assicurare un rafforzamento del loro ruolo e la situazione sta diventando critica nei paesi che la Banca Mondiale non definisce più a basso, bensì a medio reddito. I donatori internazionali li stanno lasciando, ma i governi locali non sempre si fanno carico finanziariamente delle attività comunitarie. È questo per esempio il caso dei progetti rivolti ai gruppi vulnerabili, che precedentemente venivano realizzati dalle comunità con il sostegno finanziario del Fondo Globale. Se si vuole porre fine all’Aids entro il 2030, bisogna continuare a investire nelle comunità, per evitare pericolosi vuoti nella erogazione di servizi di cui tradizionalmente si occupano le comunità. È necessario dunque definire piani di transizione che garantiscano la continuità dei servizi.