Poniamo fine alla Tbc, rinforziamo la salute globale

Poniamo fine alla Tbc, rinforziamo la salute globale

COMUNICATO STAMPA

 24 marzo 2020 – Tbc Day

 Poniamo fine alla Tbc, rinforziamo la salute globale

 #ItsTimeToEndTB #EndTB  #COVID19

 

Il mondo intero è alle prese con la pandemia Covid-19 che sta mettendo alla prova l’infrastruttura sanitaria globale. Man mano che si affronta questa pandemia e le sue conseguenze, è necessario non perdere di vista le principali epidemie presenti a livello internazionale e il loro impatto sulla vita quotidiana di milioni di persone.

La tubercolosi (Tbc) è una di queste e le persone che ne sono affette sono più deboli anche dinanzi al Covid-19, occorre non dimenticarlo.

“Deve diffondersi la cultura del ‘One Health’ che riconosce la relazione esistente tra salute umana, animale e ambientale – afferma Stefania Burbo, focal point del Network italiano Salute Globale, in occasione della giornata internazionale della Tbc – per diagnosticare in tempi brevi l’insorgere di nuove pandemie. È altresì importante realizzare, a livello globale, sistemi sanitari forti e resilienti in grado di contrastare efficacemente sia le epidemie note sia le crisi emergenziali come quella causata da Covid-19”.

Il Network italiano Salute Globale ricorda con dati aggiornati le risorse messe in campo finora dal Fondo Globale, il più grande strumento finanziario multilaterale per il rafforzamento dei sistemi sanitari. Fornisce circa il 70% di tutti i finanziamenti internazionali per porre fine alla tubercolosi, con 5,3 milioni di persone curate nel 2018. Il Fondo Globale ha speso quasi 10 miliardi nella lotta alla tubercolosi sin dal suo inizio e oggi sostiene 464 interventi, 251 partner, in 124 paesi. Non solo, sconfiggere la Tbc, rientra negli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 come ricorda Stop TB Partnership, che sottolinea, fra l’altro, l’urgenza di combattere la tubercolosi resistente ai farmaci sempre più diffusa. Timur Abdullaev, esperto di diritti umani e salute, componente del Global Fund Advocates Network in Uzbekistan e persona affetta da Tbc e Hiv, non ha dubbi: “sono necessari investimenti continui e consistenti nell’ottica della salute globale, indipendentemente da quale epidemia, pandemia o malattia minacci il nostro benessere e quello delle nostre famiglie e comunità”.

 

Scarica l’infografica sul Fondo Globale

Diffondi le immagini di Stop TB Partnership [in allegato]

 Alcuni dati mondiali su Tbc

  • La Tbc uccide oltre 4mila persone ogni giorno.
  • Sono necessari oltre 2 miliardi di dollari all’anno per ricerca&sviluppo, ma gli attuali livelli di finanziamento non raggiungono nemmeno la metà di tale fabbisogno.
  • 10 milioni di persone contraggono la Tbc ogni anno. Di queste, 3 milioni non accedono alla diagnosi e alle cure.
  • Un terzo della popolazione mondiale è ammalato di tubercolosi. Se queste persone contraggono anche l’infezione da Hiv, la loro speranza di vita si accorcia drasticamente.
  • La Tbc resistente ai farmaci rimane una delle principali crisi di salute pubblica nel mondo: si stima che nel 2017 558.000 persone abbiano sviluppato un ceppo di Tbc resistente al farmaco di prima linea più utilizzato.

 

Stop TB Partnership

Partenariato internazionale che include organizzazioni internazionali, programmi governativi, agenzie di ricerca e finanziamento, fondazioni, Ong, società civile e settore privato.

 

 

Network italiano Salute Globale

Il Network è una rete di 10 organizzazioni della società civile

impegnate nella lotta alle tre epidemie [Aids, Tbc, Malaria] e per il diritto alla salute globale.

Il Network mira a contribuire alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, con particolare attenzione ai temi connessi al diritto alla salute.

Rispettiamo le leggi e proteggiamo la nostra umanità!

Rispettiamo le leggi e proteggiamo la nostra umanità!

Lettera aperta da parte di 152 Organizzazioni:
Alla cortese attenzione del:
Primo Ministro della Repubblica Greca, Kyriakos Mitsotakis
Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli
Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel
Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen

 

Le organizzazioni firmatarie sono profondamente preoccupate dei recenti avvenimenti al confine di Evros e nelle isole Egee dove le persone sono bloccate al confine europeo, strumentalizzate per interessi politici. Siamo inoltre preoccupati per il modo in cui le autorità greche e quelle europee stanno gestendo l’arrivo di nuove persone così come le azioni violente delle forze di sicurezza nei confronti dei rifugiati e di una parte della popolazione civile ai danni del personale e delle strutture di organizzazioni umanitarie e dei diritti umani. Vorremmo, inoltre, sottolineare quanto il clima di panico e di retorica rispetto ai cosiddetti “trattamenti asimmetrici” – a cui contribuiscono anche le autorità pubbliche – non solo non riflettono la realtà dei fatti ma, oltre a colpire i rifugiati e i soggetti più vulnerabili, danneggiano l’intera società e lo stato di diritto.
Nello specifico:
Ci opponiamo con fermezza alle recenti decisioni dal Consiglio per gli Affari Esteri e la Difesa greco (KYSEA), in particolare l’adozione di un Decreto legislativo di emergenza che stabilisce la sospensione del diritto di richiesta di asilo per tutte le persone che entrano nel Paese e il loro respingimento, senza registrazione, verso Paesi di origine o di transito. Questo provvedimento è inumano e illegale e viola il principio fondamentale di non respingimento, incorrendo nella responsabilità internazionale per la Grecia e mettendo a rischio la vita delle persone. Il diritto di asilo è, infatti, un diritto umano fondamentale contenuto nella Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, nella convenzione di Ginevra e nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
Denunciamo inoltre gli attacchi ai danni delle organizzazioni umanitarie e dei diritti umani, così come la tolleranza verso questi atteggiamenti che ha finito per alimentarli. Senza il ruolo e il sostengo di queste organizzazioni, la gestione del sistema di accoglienza in Grecia sarebbe collassato. Non solo, la solidarietà è stata stigmatizzata ed è diventata motivo di sospetto, esacerbata dagli atteggiamenti assunti dai membri del governo, alimentando la violenza e la violazione del diritto nel Paese.
Chiediamo al governo greco di:
● Ritirare il Decreto legislativo di emergenza l’illegale e incostituzionale e rispettare gli obblighi internazionali in materia di protezione delle vite umane e dei salvataggi in mare e nei confini terrestri. Inoltre, di fermare immediatamente il respingimento delle persone verso i Paesi dove le loro vite e la loro libertà
sono a rischio e dove c’è il pericolo di essere soggetti a torture e altri trattamenti inumani e degradanti.
● Di alleggerire immediatamente la pressione nei centri di accoglienza delle isole, ricollocando i richiedenti asilo in altri luoghi del Paese, proteggendo il loro benessere e la salute. Priorità dovrebbe essere accordata ai soggetti più vulnerabili, incluso i minori non accompagnati e le famiglie con bambini.
● Prendere tutte le misure necessarie per proteggere le persone da attacchi violenti e razzismo.
Inoltre, richiamiamo le istituzioni europee a:
● Assumere le loro responsabilità in materia di protezione dei migranti alla luce di una situazione che chiama in causa l’intera Europa e farlo in un modo da dimostrare il rispetto della dignità umana e della legalità. Il diritto di asilo e il rispetto del principio di non respingimento sono elementi fondamentali del diritto europeo e internazionale e per questo le autorità europee devono intraprendere le iniziative necessarie a promuoverne il loro rispetto.
● In quanto guardiana dei Trattati, la Commissione dovrebbe proteggere il diritto di asilo come previsto dalla normativa europea. Per questo dovrebbe fare un passo indietro di fronte alla retorica espressa nei confronti della frontiera greca come “scudo dell’Europa” e assumere le proprie responsabilità internazionali.
● Ristabilire immediatamente il meccanismo di ricollocamento dei rifugiati e richiedenti asilo dalla Grecia ad altri Stati membri secondo un principio di razionalità e correttezza, dando priorità ai minori non accompagnati. Inoltre, dovrebbero essere ricollocati anche i rifugiati dalla Turchia verso altri Paesi membri.
● Rivedere la Dichiarazione Ue-Turchia, non solo per il vulnus legale che la caratterizza, ma perché ha mostrato la sua natura imprevedibile e insostenibile come strumento di gestione dei confini.
In conclusione, richiamiamo tutte le parti a rispettare la legge e a salvaguardare i valori democratici europei. Qualsiasi ulteriore arretramento produrrà gravi conseguenze sulle società, la democrazia e lo stato di diritto europeo.

A BUON DIRITTO (ITALY)
ACT ALLIANCE EU (BELGIUM)
ACCIÓN POLITEIA (SPAIN)
ACTIONAID HELLAS
ACTIONAID INTERNATIONAL
ACTIONAID ITALIA
ADDART (GREECE)
AED EUROPEAN DEMOCRATIC LAWYERS (GERMANY)
AIDOS – ASSOCIAZIONE ITALIANA DONNE PER LO SVILUPPO
ΑΙΤΙΜΑ (GREECE)
ALLIANCE FOR AFRICAN ASSISTANCE (ITALY)
AMNESTY INTERNATIONAL
ANASA CULTURAL CENTER (GREECE)
ANTIGONE (GREECE)
AOI, ASSOCIATION OF ITALIAN NGO’S FOR COOPERATION AND SOLIDARITY
ARSIS – ASSOCIATION FOR THE SUPPORT OF YOUTH (GREECE)
ASGI ASSOCIAZIONE PER GLI STUDI GIURIDICI SULL’IMMIGRAZIONE
ASINITAS, ROMA (INTERCULTURAL CENTERS) (ITALY)
ASSOCIATION DE SOUTIEN AUX TRAVAILLEURS IMMIGRES – ASTI ASBL (LUXEMBOURG)
ASSOCIATION FOR INTEGRATION AND MIGRATION (CZECH REPUBLIC)
ASSOCIATION FOR LEGAL INTERVENTION (POLAND)
ASOCIACIÓN POR TI MUJER (SPAIN)
ASVIS (ITALIAN ALLIANCE FOR SUSTAINABLE DEVELOPMENT)
BABEL DAY CENTER (GREECE)
BAOBAB EXPERIENCE (ITALY)
BORDER CRIMINOLOGIES-OXFORD UNIVERSITY (UK)
BORDERLINE-EUROPE HUMAN RIGHTS WITHOUT BORDERS (GERMANY)
CARE DEUTSCHLAND E.V.
CARITAS HELLAS
CENTER FOR ECONOMIC PROSPERITY AND FREEDOM (CEPS) (MONTENEGRO)
CCM – COMITATO COLLABORAZIONE MEDICA (ITALY)
CENTRE DIOTIMA (GREECE)
CENTRE FOR PEACE STUDIES (CENTAR ZA MIROVNE STUDIJE) (CROATIA)
CENTRE FOR TRAUMA, ASYLUM AND REFUGEES, UNIVERSITY OF ESSEX (UK)
CESIE (ITALY)
CHANGE MAKERS LAB (GREECE)
CHILD AND YOUTH CARE ASSOCIATION (SMAN) (GREECE)
CIRÉ (COORDINATION ET INITIATIVES POUR REFUGIES ET ÉTRANGERS) (BELGIUM)
COMHLÁMH (IRELAND)
CONCORD ITALIA
COORDINADORA DE ORGANIZACIONES PARA EL DESAROLLO (SPAIN)
COSPE ONLUS (ITALY)
CZECHIA AGAINST POVERTY AND INEQUALITY
DANISH REFUGEE COUNCIL (DRC)
DEFENCE FOR CHILDREN INTERNATIONAL GREECE
DUTCH COUNCIL FOR REFUGEES (DCR)
DUTCH LEAGUE FOR HUMAN RIGHTS (NETHERLANDS)
ECOLOGICAL MOVEMENT OF THESSALONIKI (GREECE)
ECHO100PLUS (GREECE)
EDUCATIONAL INNOVATION (GREECE)
ELIX (GREECE)
ELPIDA HOME
END FGM EUROPEAN NETWORK
EPAPSY (GREECE)
EQUAL RIGHTS BEYOND BORDERS (GREECE)
EQUAL SOCIETY (GREECE)
EUROPEAN ANTIPOVERTY NETWORK (EAPN)
EUROPEAN COUNCIL ON REFUGEES AND EXILES (ECRE)
FEDERAZIONE DEGLI ORGANISMI CHRISTIANI SERVIZIO INTERNATIONALE VOLONTARIO (ITALY)
FIX IN ART (GREECE)
FORENSIC ARCHITECTURE (GREECE)
FUNDACION CEPAIM (SPAIN)
GAASBEEK EN GAASBEEK ADVOCATEN (NETHERLANDS)
GCAP EUROPE (BELGIUM)
GCAP HELLAS
GCAP ITALIA
GENERATION 2.0 RED (GREECE)
GERMAN NGO FORUM ON ENVIRONMENT AND DEVELOPMENT
GHENT UNIVERSITY – CESSMIR (BELGIUM)
GLOCAL ROOTS (SWITZERLAND)
GREEK COUNCIL FOR REFUGEES (GCR)
GREEK FORUM OF MIGRANTS
GREEK FORUM OF REFUGEES
GREEK NETWORK FOR THE RIGHT TO SHELTER AND HOUSING
HELLENIC ANTIPOVERTY NETWORK
HELLENIC LEAGUE FOR HUMAN RIGHTS (HLHR)
HELLENIC PLATFORM FOR DEVELOPMENT
HELP REFUGEES / CHOOSE LOVE
ΗΙΑS GREECE
HIGGS (GREECE)
HUMANRIGHTS360 (GREECE)
HUMAN RIGHTS WATCH
IMMIGRANT COUNCIL OF IRELAND
INITIATIVE FOR THE DETAINEES’ RIGHTS (GREECE)
INTELEKTUALET E RINJ, SHPRESE (IRSH) (ALBANIA)
INTER ALIA (GREECE)
INTERNATIONAL PLANNED PARENTHOOD FEDERATION – EUROPEAN NETWORK (IPPF EN) (BELGIUM)
INTERNATIONAL RESCUE COMMMITTEE (IRC)
INTERSOS HELLAS
INTERSOS ORGANIZZAZIONE UMANITARIA ONLUS (ITALY)
INTERVOLVE (GREECE)
IRIDA WOMEN’ S CENTER (GREECE)
IRISH ANTIPOVERTY NETWORK
ITALIAN COUNCIL FOR REFUGEES
JRS PORTUGAL
LEGAL CENTRE LESVOS (GREECE)
LEROS SOLIDARITY NETWORK (GREECE)
LESVOS SOLIDARITY (GREECE)
MED.IN MEDICAL INTERVENTION (GREECE)
MEDECINS DU MONDE – GREECE (MDM – GREECE)
MEDECINS SANS FRONTIERES – GREECE (MSF – GREECE)
MELISSA NETWORK (GREECE)
ΜΕΤΑDRASI (GREECE)
METHORIA LAST RIGHTS (GREECE)
NETWORK FOR CHILDREN’S RIGHTS (GREECE)
NETWORK ITALIANO SALUTE GLOBALE
ODYSSEA (GREECE)
OMANIAE VZW ORGANISATIE (BELGIUM)
OMNES (GREECE)
ORGANIZATION EARTH (GREECE)
OXFAM
PAR – PLATFORMA DE APOIO AOS REFUGIADOS (PORTUGAL)
PAX CHRISTI INTERNATIONAL (BELGIUM)
PHYSICIANS FOR SOCIAL RESPONSIBILITY (FINLAND)
PLATFORM FOR INTERNATIONAL CO-OPERATION ON UNDOCUMENTED MIGRANTS (PICUM)
POVORD INSTITUTE (SLOVENIA)
PRAKSIS (GREECE)
RAV REPUBLICAN LAWYERS ASSOCIATION (GERMANY)
RED ACOGE (SPAIN)
REFUGEE LEGAL SUPPORT (RLS) (GREECE)
REFUGEE RIGHTS EUROPE (RRE)
REFUGEE SUPPORT AEGEAN (RSA) (GREECE)
REFUGEE TRAUMA INITIATIVE (GREECE)
SAFE PASSAGE INTERNATIONAL
SCHEDIA STIN POLI –ARTISTIC PEDAGOGIC YOUTH ORGANIZATION (GREECE)
SERVICE CIVIL INTERNATIONAL-HELLAS
SLOVENE PHILANTHROPY
SOCIETY FOR INTERNATIONAL DEVELOPMENT (SID)
SOLIDARITY FOR ALL (GREECE)
SOLIDARITYNOW (GREECE)
SOS RACISMO (SPAIN)
STATE OF CONCEPT (GREECE)
STATEWATCH (UK)
STIL-UTRECHT (NETHERLANDS)
SÜDWIND (AUSTRIA)
SYMBIOSIS-SCHOOL OF POLITICAL STUDIES (GREECE)
SYMBOLO – ROMA NORDOVEST PER LA SINISTRA (ITALY)
SYNDICAT INTERPROFESSIONNEL DE TRAVAILLEUSES ET TRAVAILLEURS (SIT) (SWITZERLAND)
TEXNODROMO (GREECE)
TERRE DES HOMMES HELLAS
THALASSA OF SOLIDARITY (GREECE)
THE BALKAN FORUM (KOSOVO)
THE DAY OF THE ENDANGERED LAWYER FOUNDATION (NETHERLANDS)
THE HOME PROJECT (GREECE)
THE INTERNATIONAL REFUGEE ASSISTANCE PROJECT (IRAP) (USA)
THE ROUTES OF THE OLIVE TREE (GREECE)
THESSALONIKI PRIDE (GREECE)
ΤHESS DICTIO – VOLUNTARY ORGANIZATIONS’ NETWORK OF THESSALONIKI (GREECE)
TRANSGENDER SUPPORT ASSOCIATION (GREECE)
VICTORIA SQUARE PROJECT (GREECE)
VLUCHTELINGEN ONDERSTEUNING SINT-NIKLAAS (BELGIUM)
WORLD WITHOUT WARS AND VIOLENCE (GREECE)

Disuguaglianze di genere, Hiv e azioni urgenti da fare

Disuguaglianze di genere, Hiv e azioni urgenti da fare

In occasione della giornata internazionale della donna, 8 marzo 2020, Unaids ha lanciato un nuovo rapporto che mostra come le forti disuguaglianze tra uomini e donne rendano le donne e le ragazze più vulnerabili all’Hiv. Ma, aggiunge il Programma delle Nazioni Unite per l’Aids/Hiv, “abbiamo il potere per sollecitare i governi a fare di più”, proseguendo nel lavoro importante fatto finora: sempre più ragazze vanno a scuola e in alcuni paesi ci sono più donne coinvolte nella leadership politica. Non solo, a metà 2019 c’erano più di 24 milioni di persone, che vivevano con l’Hiv, in cura, fra queste oltre 13 milioni sono donne di età pari o superiore a 15 anni.

Leggi il comunicato Unaids

Scarica il rapporto completo

 

Atlas italiano sull’accesso alla contraccezione

Atlas italiano sull’accesso alla contraccezione

Su 45 paesi dell’Europa geografica, presi in esame dal Contraception Atlas 2019, l’Italia occupa il 26° posto nella classifica. I dati mostrano come nel nostro paese esistano ampi margini di miglioramento per il diritto alla salute sessuale e riproduttiva: abbiamo deciso di approfondire e fare un primo passo nell’analisi dell’accesso alla contraccezione in Italia.
L’Atlas italiano è il frutto di una ricerca che prende come unità di analisi i consultori, analizzando l’accesso alla contraccezione nelle diverse regioni italiane, verificando la disponibilità d’informazioni e di offerta di metodi contraccettivi.
AIDOS – Associazione italiana donne per lo sviluppo e
la RETE PRO CHOICE – Rete italiana contraccezione e aborto
presentano i risultati della ricerca
sull’accesso alla contraccezione in Italia
28 febbraio, ore 11.00
Casa Internazionale delle Donne
Sala Tosi
Via della Lungara 19
Roma
Intervengono:
Sara Picchi, ricercatrice AIDOS
Marina Toschi, Rete PRO CHOICE
Serena Donati, Istituto Superiore Sanità – ISS
Marina Davidashvili, European Parliamentary Forum – EPF
Sandra Zampa, Sottosegretaria di Stato – Ministero della Salute
Coordina Maria Grazia Panunzi AIDOS
La salute delle donne passa per la salute degli spazi delle donne
L’evento è aperto al pubblico
Unaids sollecita Davos

Unaids sollecita Davos

Rilanciamo il comunicato stampa di Unaids in occasione del Forum economico mondiale di Davos.

“La salute non dovrebbe essere un privilegio per i ricchi: il diritto alla salute appartiene a tutti – scrive Unaids ai governi riuniti a Davos  –

Unaids chiede ai governi di garantire che il diritto alla salute sia realizzato da tutti dando la priorità agli investimenti pubblici nella sanità. Almeno metà della popolazione mondiale non può accedere ai servizi sanitari essenziali. Ogni due minuti una donna muore mentre partorisce. Tra le persone che restano indietro ci sono donne, adolescenti, persone che vivono con l’Hiv, gay e altri uomini che fanno sesso con uomini, lavoratori@ del sesso, persone che fanno uso di droghe, persone transgender, migranti, rifugiati e poveri”.

[fonte www.unaids.org]

 

 

 

Testing Week

Testing Week

Lila promuove in Italia, dal 22 al 29 novembre, la European Testing Week, settimana del test per la diagnosi di HIV ed epatiti, secondo appuntamento del 2019 il cui slogan è Test, Treat, Prevent: testa, cura, previeni.
Promossa da Eurotest, la Testing week, giunta alla sua settima edizione, è una delle più grandi mobilitazioni europee e mondiali per la salute pubblica: lo scorso anno ha visto l’adesione di oltre 700 realtà di quarantanove paesi tra Ong, servizi, istituzioni pubbliche e private, con migliaia di persone rese finalmente consapevoli del proprio stato di salute.

Tutti i dettagli dell’iniziativa su www.lila.it

Il Fondo Globale raggiunge l’obiettivo, restano da sconfiggere le tre epidemie

Il Fondo Globale raggiunge l’obiettivo, restano da sconfiggere le tre epidemie

Roma 11 ottobre 2019

Si è conclusa ieri con successo la VI Conferenza di rifinanziamento del Fondo Globale per la lotta contro Aids, Tubercolosi e Malaria. Grazie allo sforzo congiunto di governi, società civile, settore privato e filantropia, sono stati impegnati 14.02 miliardi di dollari per il finanziamento delle attività del Fondo nei prossimi tre anni.

“È un risultato importante – afferma Stefania Burbo, focal point del Network italiano Salute Globale – perché il Fondo Globale si prefiggeva di raggiungere l’obiettivo minimo di 14 miliardi di dollari per poter contribuire a salvare 16 milioni di vite ed evitare 234 milioni di nuove infezioni derivanti dalle tre epidemie nel triennio 2020-2022”.

Read More

La sfida della fame e del cambiamento climatico

La sfida della fame e del cambiamento climatico

Martedì 15 ottobre Cesvi presenta la XIV edizione dell’Indice Globale della Fame 2019 (Global Hunger Index – GHI) dal titolo “La sfida della fame e del cambiamento climatico”, uno dei principali rapporti internazionali e strumento di misurazione della fame su base regionale, nazionale e subnazionale.

L’evento si svolge a partire dalle ore 11 a Milano, palazzo Clerici, sede dell’Istituto per gli studi di politica internazionale – ISPI.

Alla vigilia della Giornata mondiale dell’alimentazione la presentazione del rapporto è l’occasione per analizzare progressi e ritardi nella lotta alla fame, anche rispetto all’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile – Fame Zero entro il 2030,  con l’apertura dei lavori a cura della Presidente Cesvi, Gloria Zavatta e con gli interventi dell’Europarlamentare Giuliano Pisapia, del Consigliere Diplomatico del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Marco Riccardo Rusconi, di Cindy Holleman, Senior Economist della FAO e della Vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo, delegata per la Food Policy. Myo Min Aung, Responsabile dei programmi di sviluppo agricolo di Cesvi in Myanmar porterà la voce e l’esperienza di uno dei 23 paesi in cui opera Cesvi maggiormente colpiti dagli effetti del cambiamento climatico. La moderazione è a cura di Giampaolo Musumeci, giornalista di Radio24.

Focus del GHI 2019 è l’impatto del cambiamento climatico su fame e produzione di cibo, aspetto già evidente nei paesi dove Cesvi opera, nei quali coloro che meno sono responsabili del cambiamento climatico sono quelli che ne soffriranno di più. Qual è l’impatto della crisi climatica su sistemi alimentari e produzione di cibo? Quali sono i soggetti più vulnerabili? Come si può intervenire?

Il GHI, di cui Cesvi cura l’edizione italiana dal 2008, è edito da Welthungerhilfe e Concern Worldwide, partner di Cesvi nel network europeo Alliance2015.

La partecipazione è libera con prenotazione obbligatoria, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per informazioni e iscrizioni: eventi@cesvi.org – 035.2058058

[Fonte Cesvi]

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso.
Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi