Testing Week

Testing Week

Lila promuove in Italia, dal 22 al 29 novembre, la European Testing Week, settimana del test per la diagnosi di HIV ed epatiti, secondo appuntamento del 2019 il cui slogan è Test, Treat, Prevent: testa, cura, previeni.
Promossa da Eurotest, la Testing week, giunta alla sua settima edizione, è una delle più grandi mobilitazioni europee e mondiali per la salute pubblica: lo scorso anno ha visto l’adesione di oltre 700 realtà di quarantanove paesi tra Ong, servizi, istituzioni pubbliche e private, con migliaia di persone rese finalmente consapevoli del proprio stato di salute.

Tutti i dettagli dell’iniziativa su www.lila.it

Il Fondo Globale raggiunge l’obiettivo, restano da sconfiggere le tre epidemie

Il Fondo Globale raggiunge l’obiettivo, restano da sconfiggere le tre epidemie

Roma 11 ottobre 2019

Si è conclusa ieri con successo la VI Conferenza di rifinanziamento del Fondo Globale per la lotta contro Aids, Tubercolosi e Malaria. Grazie allo sforzo congiunto di governi, società civile, settore privato e filantropia, sono stati impegnati 14.02 miliardi di dollari per il finanziamento delle attività del Fondo nei prossimi tre anni.

“È un risultato importante – afferma Stefania Burbo, focal point del Network italiano Salute Globale – perché il Fondo Globale si prefiggeva di raggiungere l’obiettivo minimo di 14 miliardi di dollari per poter contribuire a salvare 16 milioni di vite ed evitare 234 milioni di nuove infezioni derivanti dalle tre epidemie nel triennio 2020-2022”.

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La sfida della fame e del cambiamento climatico

La sfida della fame e del cambiamento climatico

Martedì 15 ottobre Cesvi presenta la XIV edizione dell’Indice Globale della Fame 2019 (Global Hunger Index – GHI) dal titolo “La sfida della fame e del cambiamento climatico”, uno dei principali rapporti internazionali e strumento di misurazione della fame su base regionale, nazionale e subnazionale.

L’evento si svolge a partire dalle ore 11 a Milano, palazzo Clerici, sede dell’Istituto per gli studi di politica internazionale – ISPI.

Alla vigilia della Giornata mondiale dell’alimentazione la presentazione del rapporto è l’occasione per analizzare progressi e ritardi nella lotta alla fame, anche rispetto all’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile – Fame Zero entro il 2030,  con l’apertura dei lavori a cura della Presidente Cesvi, Gloria Zavatta e con gli interventi dell’Europarlamentare Giuliano Pisapia, del Consigliere Diplomatico del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Marco Riccardo Rusconi, di Cindy Holleman, Senior Economist della FAO e della Vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo, delegata per la Food Policy. Myo Min Aung, Responsabile dei programmi di sviluppo agricolo di Cesvi in Myanmar porterà la voce e l’esperienza di uno dei 23 paesi in cui opera Cesvi maggiormente colpiti dagli effetti del cambiamento climatico. La moderazione è a cura di Giampaolo Musumeci, giornalista di Radio24.

Focus del GHI 2019 è l’impatto del cambiamento climatico su fame e produzione di cibo, aspetto già evidente nei paesi dove Cesvi opera, nei quali coloro che meno sono responsabili del cambiamento climatico sono quelli che ne soffriranno di più. Qual è l’impatto della crisi climatica su sistemi alimentari e produzione di cibo? Quali sono i soggetti più vulnerabili? Come si può intervenire?

Il GHI, di cui Cesvi cura l’edizione italiana dal 2008, è edito da Welthungerhilfe e Concern Worldwide, partner di Cesvi nel network europeo Alliance2015.

La partecipazione è libera con prenotazione obbligatoria, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per informazioni e iscrizioni: eventi@cesvi.org – 035.2058058

[Fonte Cesvi]

Fondo Globale, ottobre 2019, a che punto siamo

Fondo Globale, ottobre 2019, a che punto siamo

In vista della conferenza di rifinanziamento che si terrà a Lione il prossimo 10 ottobre, il Fondo Globale ha pubblicato anche in italiano la sintesi del Result Report 2019.

“Il mondo ha compiuto progressi straordinari nella lotta contro l’HIV: dal 2005 il numero di decessi è stato dimezzato e negli ultimi otto anni la copertura delle persone in terapia antiretrovirale è quasi triplicata.Nel 2018, c’è stato un calo costante dei tassi d’incidenza complessivi dell’HIV. Ma 1,7 milioni di nuove infezioni da HIV resta un numero ancora eccessivamente elevato, da attribuirsi in gran parte alle persistenti barriere di genere e dei diritti umani che riducono l’accesso ai servizi sanitari. Più della metà di tutte le nuove infezioni si verifica tra i membri delle popolazioni a rischio e i loro partner sessuali, mentre le ragazze e le giovani donne di età compresa tra i 15 e i 24 anni nell’Africa sub-sahariana hanno il doppio delle probabilità di essere sieropositive rispetto ai giovani maschi della stessa età” [fonte Fondo Globale].

 

 

 

Ong a chi?

Ong a chi?

Campagna promossa da Medicus Mundi Italia, Scaip e Svi

“Medicus Mundi Italia, Scaip e Svi: insieme sono 136 anni di storia di cooperazione internazionale, costruita giorno per giorno, con dedizione e fatica, fianco a fianco con le persone dei Sud del Mondo, con umiltà e entusiasmo, con un lavoro certosino e instancabile. Negli ultimi due anni abbiamo assistito a una vera e propria campagna dell’opinione pubblica con l’obiettivo di danneggiare l’immagine di tutte le organizzazioni che si occupano di cooperazione e solidarietà. Enti e iniziative non governative di ogni tipo sono ormai massificate e dipinte come criminali! Da qualche mese, inoltre, è riesplosa l’offensiva da parte del governo contro le ong, soprattutto quelle che salvano vite nel Mediterraneo.

Sono molte le fake news che necessitano di essere smentite, come la collusione fra Ong e scafisti, che in realtà a oggi nessun procedimento ha potuto dimostrare, o la poca trasparenza sui finanziamenti delle Ong, rispetto ai quali, in verità, in Italia nessuna realtà pubblica o privata è più trasparente di noi (lo dimostrano i dati reperibili facilmente e i bilanci resi pubblici).Anche se non facciamo parte delle ong presenti in mare, anche se non ci occupiamo di migranti e di accoglienza, ci sentiamo chiamate in causa e crediamo sia venuto il momento di far sentire la nostra voce.”

Tutte le info sulla campagna su

wwww.ongachi.org

Il contributo italiano al Fondo Globale per la salute

Il contributo italiano al Fondo Globale per la salute

“L’Italia aumenterà il suo contributo al Fondo Globale per la lotta ad Aids, Tubercolosi e Malaria nel triennio 2020-2022. Ridurre le diseguaglianze, rafforzare i sistemi sanitari dei Paesi in via di sviluppo e porre fine alle epidemie sono priorità che dobbiamo perseguire”. Lo ha annunciato da Biarritz il premier dimissionario Giuseppe Conte, con un post pubblicato il 25 agosto su Twitter. L’annuncio fa seguito alla richiesta di un mese avanzata da un gruppo di ong e rappresentanti della società civile tra cui Lila e Oxfam Italia di impegnarsi a incrementare del 15%, da 140 a 161 milioni di euro, il contributo italiano al Fondo istituito nel 2002 per dare una risposta concreta alle epidemie che stavano devastando intere generazioni e affliggendo le popolazioni più povere ed emarginate del mondo. L’Italia oggi è il nono donatore pubblico del Fondo con un contributo complessivo di 971,09 milioni di euro versati finora all’ultima Conferenza di Rifinanziamento che si è svolta nel 2016 ha incrementato il contributo del 40%, passando da 100 a140 milioni.

(FONTE @OnuItalia)

Apri alla salute

Il terzo obiettivo di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, sottoscritta dagli Stati componenti le Nazioni Unite nel 2015, è di assicurare la salute e il benessere per tutti/e per tutte le età. Fra le azioni per raggiungerlo c’è anche quella di porre fine alle epidemie di Aids, tubercolosi e malaria. I notevoli progressi raggiunti nella lotta contro queste malattie potrebbero rallentare a causa di impegni politici alterni, dell’insufficienza dei finanziamenti e dell’aumento della resistenza a insetticidi e farmaci. Il Fondo Globale per la lotta all’Aids, Tbc e Malaria è fra gli attori principali per arrestare le tre epidemie e promuovere la copertura sanitaria universale e l’Italia ha svolto un ruolo centrale nella creazione del Fondo e nel suo successivo sviluppo.

Rapporto Gcap 2019: Diritto al cibo come diritto universale inalienabile

Rapporto Gcap 2019: Diritto al cibo come diritto universale inalienabile

Presentato a Roma il 2° Rapporto di GCAP, la Coalizione italiana lotta contro la povertà, “Diritto al cibo. Lo sviluppo sostenibile a partire dai sistemi alimentari” per porre l’attenzione sul tema del funzionamento dei sistemi alimentari: mettere fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile. L’iniziativa è realizzata nell’ambito del progetto “Make Europe Sustainable for all” cofinanziato dall’Unione Europea e nell’ambito del progetto “Narrazioni positive della Cooperazione” cofinanziato da AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

“Il principio del diritto al cibo, superiore al concetto di sicurezza alimentare, è essenziale nell’orientare le politiche poiché consente di indagare, in modo sistematico, i limiti di un modello socio-economico non fondato sui diritti umani, bensì sulla prevaricazione del più forte sul più debole. Per raggiungere, quindi, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile è necessario adottare un approccio non fondato esclusivamente sullo sradicamento della povertà, focalizzato sulla lotta contro le disuguaglianze e ogni forma di discriminazione, partendo dal presupposto che in quanto esseri umani siamo depositari di diritti universali e inalienabili.”

Stefania Burbo, co-portavoce di GCAP Italia e focal point del Network Italiano Salute Globale

 

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Roma, 4 luglio 2019, Gcap: Diritto al cibo

Roma, 4 luglio 2019, Gcap: Diritto al cibo

Il 4 luglio, a Roma, presso la Sala Cobalto dell’Hotel Nazionale, sita in Piazza Montecitorio 131, sarà presentato il secondo rapporto curato da GCAP Italia sull’impegno dell’Italia e della comunità internazionale per la messa in pratica dell’Agenda 2030 e dei relativi obiettivi sottoscritti dalle Nazioni Unite.

Scopo del rapporto è indagare come il diritto al cibo possa essere garantito assumendo l’approccio della coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile, superando i vincoli dei singoli obiettivi dell’Agenda 2030 e la divisione tra dimensione interna ed esterna delle politiche, secondo il principio di un’agenda universale e pienamente integrata.

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