Il mio nome è Unique, ho 44 anni e vivo a Nyololo. Ho scoperto di essere positiva nel 2011 e di aver trasmesso il virus anche ai miei figli. Lo sospettavo da tempo, da quando il mio secondo figlio è nato ed è stato trovato positivo ma la paura e l’ignoranza mi hanno bloccata per anni, anche quando ho iniziato a stare male. Il tubetto di terapia ART (antiretrovirale) mi ha salvato la vita, senza di esso i miei figli sarebbero rimasti da soli. Da quando seguo le cure sto meglio e ho compreso l’importanza dello screening e del seguire le terapie. Per questo ho accettato di lavorare con Boresha Afya e l’Ospedale di Nyololo occupandomi delle attività di peer education, convincendo le persone a testarsi e a iniziare la terapia ART. Tante persone cercano di negare la loro positività al virus e, a volte, perdono la vita a causa di questa paura. Anch’io l’avrei persa se in ospedale non mi avessero testato e convinto a seguire la terapia.
[testimonianza a cura di Co.P.E.)








