Il Fondo Globale è un partenariato su scala mondiale il cui scopo è sconfiggere Aids, Tubercolosi e malaria.
Investe in oltre 100 Paesi – quelli più colpiti dalle tre epidemie e con i livelli di reddito più bassi – per combattere le patologie infettive più letali, contrastare le disuguaglianze che le alimentano e rafforzare i sistemi sanitari formali e di comunità.
A fine 2024, i programmi sostenuti dal partenariato del Fondo Globale, che coinvolge governi, comunità locali, società civile, settore privato e attori tecnici, hanno permesso di salvare 70 milioni di vite. Dal 2002, anno della sua costituzione, il tasso di mortalità per Aids, Tbc e malaria è stato ridotto del 63%, mentre l’incidenza delle tre malattie è calata del 42%.
Il prossimo 21 novembre si svolge l’ottava conferenza di rifinanziamento del Fondo. Secondo analisi che ha condotto in collaborazione con esperti e ricercatori, si stima che sono necessari 18 miliardi di dollari nel triennio 2027-2029 per salvare 23 milioni di persone entro il 2029, ridurre il tasso di mortalità del 64% rispetto ai livelli del 2023 e prevenire circa 400 milioni di infezioni.
Tutti i paesi donatori, fra cui l’Italia, sono chiamati a fare la loro parte: un contributo italiano di 185 milioni di euro – le stesse risorse destinate al Fondo Globale tre anni fa – consentirebbe di salvare 231.000 vite tra il 2026 e il 2029. Una riduzione del 10% metterebbe a rischio 23.100 vite (del 20% 46.200 vite e coì via).
Vedi il calcolo sull’impatto del contributo italiano nella slide online.







