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Aidos

I diritti, la dignità e la libertà di scelta
delle donne del mondo

GIORDANIA - Salute e diritti per le rifugiate

Giordania

7.192 servizi offerti; 2.124 partecipanti a sessioni di gruppo; 1.942 donne nei servizi di screening per l’identificazione di casi di violenza di genere e domestica; 2.591 donne hanno ricevuto supporto terapeutico per violenza e traumi da conflitto; gruppi di sostegno per 1.810 donne sopravvissute alla violenza; 322 322 rifugiati/e visitati a domicilio; attività di sensibilizzazione e attività ricreative per 1.366 giovani; circa 4.803 donne, ragazze, uomini e bambini raggiunti da sessioni di informazione e campagne di prevenzione sulla salute riproduttiva e sessuale;

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Nel campo profughi di Za’atari in Giordania, nel 2013, la violenza domestica è risultata essere “il tipo più diffuso di violenza” e vede coinvolte soprattutto le ragazze di età compresa tra i 12 e 18 anni (UNFPA, 2015).

Sono state aperte tre cliniche presso i governatorati di Amman, Zarqa e Balqa per donne e uomini rifugiati, garantendo a circa 10.000 persone l’accesso a servizi di salute sessuale e riproduttiva:

  • prevenzione e assistenza sanitaria,
  • consulenza psicologica e legale,
  • prevenzione della violenza di genere e supporto terapeutico alle vittime di violenza e traumi derivanti dal conflitto.
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EUROPA – Stop Mgf

Secondo le ultime stime Unicef del 2016, sono 200 milioni  le ragazze e donne che vivono con Mgf in 30 paesi del mondo e, anche se negli ultimi 30 anni si è verificato un  declino della pratica, l’impatto della crescita della popolazione fa prevedere che altri 63 milioni di ragazze potrebbero subirla entro il 2050.  In Europa, dove le Mgf sono  praticate prevalentemente da un piccolo gruppo di migranti da specifici paesi dell’Africa, del Medioriente e dell’Asia,  si stima che siano 500.000 le donne e ragazze  che hanno subito le MGF e che ogni anno 180.000 ragazze e donne siano a rischio di subirle. Secondo l’ Istituto Europeo per gli Studi di Genere (EIGE),  uno degli elementi critici delle stime sulla prevalenza delle MGF in Europa è la mancanza di dati  attendibili e metodologicamente uniformi  sul numero delle donne e delle ragazze a rischio  o che sono state sottoposte alla pratica (all’interno dell’UE o nei paesi di origine).

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Photo: End FGM European Network

Photo: End FGM European Network

  • produrre stime attendibili sul numero potenziale delle ragazze a  rischio  nell’UE e negli Stati membri, con un focus specifico sulle attuali tendenze migratorie,  e sull’efficacia delle misure per ostacolare la pratica
  • conoscere gli sviluppi recenti nelle politiche e nella legislazione sulle MGF
  • promuovere lo scambio di conoscenze e la collaborazione tra gli Stati
  • Sviluppare raccomandazioni su come migliorare le politiche di prevenzione e protezione,  la raccolta dati e l’offerta di servizi e  rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri per ridurre il rischio di MGF.
  • Organizzare, in Belgio, Italia e Grecia, tre incontri tra i partner per: scambiare esperienze  e prendere in considerazione modelli e tendenze delle MGF, politiche di prevenzione e protezione, disponibilità, affidabilità e comparabilità dei dati quantitativi, offerta di servizi (sanitari, scolastici, centri per i richiedenti  asilo…);
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Cesvi

Cooperiamo con chi ha bisogno,
perché non abbia più bisogno di noi

MYANMAR

Foto Gianfranco Ferraro

MYANMAR - Combattiamo la malaria

In 10 municipalità delle regioni di Mandalay, Shan State Settentrionale e Kachin, Cesvi è attivo con un progetto di prevenzione e controllo della malaria attraverso una rete sanitaria di comunità a livello di villaggio.

Nel 2015 la malaria ha causato, a livello globale, circa 306.000 vittime tra i bambini sotto i 5 anni di età, particolarmente vulnerabili alla malattia (OMS).

Sono state distribuite circa 10.000 zanzariere impregnate di insetticida e realizzato campagne di educazione sanitaria, diagnosi precoce della malattia (tramite il test Rdt al quale oltre 24.000 persone sono state sottoposte) e trattamento di casi di malaria non gravi, mentre i casi più complicati sono rimandati a servizi sanitari municipali.

A Namhsan, Manton e Namtu (Shan State) Cesvi si prefigge anche l’obiettivo di migliorare la salute materno-infantile in un contesto in cui il 25% della popolazione è costituito da donne in età riproduttiva e dal 10% di bambini minori di 5 anni, in cui il solo 6% delle nascite è seguito da personale specializzato. L’intervento è costituito dalle seguenti attività, basate su un approccio inclusivo centrato sulla partecipazione dei beneficiari.

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ZIMBABWE - Fermiamo l’Aids sul nascere

Nel 2001 è stato lanciato il progetto “Fermiamo l’AIDS sul nascere” nell’Ospedale St.Albert, situato nel distretto di Centenary. È stato introdotto il protocollo PMTCT (Prevention of Mother-To-Child Transmission) al fine di ridurre la trasmissione del virus da mamma sieropositiva a neonato, garantendo inoltre assistenza medica e supporto psicosociale ai malati di AIDS.

In Zimbabwe dove sono 1,4 milioni le persone affette da HIV, di cui 77.000 sono bambini (0- 14 anni) e gli orfani per AIDS ammontano a 144.000, sono stati fatti molti progressi negli ultimi anni in tema di tutela della salute delle madri e dei bambini. Nel 2015 sono nati circa 4.900 bambini affetti da HIV, il 65% in meno rispetto al 2009; inoltre 8 donne incinta su 10 sono state sottoposte a terapia antiretrovirale per impedire la trasmissione del virus ai nascituri.

Nel 2001, all’Ospedale St.Albert, il 6,7% dei bambini che nascevano era affetto da HIV. Oggi, questo dato è calato drasticamente allo 0,6%. Solo il 5% delle donne in gravidanza visitate è positivo, contro il 21% del 2001. Grazie al sostegno di Cesvi l’Ospedale St.Albert possiede oggi un Maternity Shelter molto efficiente, che può ospitare 105 donne contemporaneamente, dove vengono effettuati circa 250 parti al mese e dove i trattamenti di prevenzione dal virus vengono effettuati regolarmente. Dal 2001 al 2016 con il supporto di Cesvi sono stati effettuati circa 32.500 parti e nell’ultimo anno sono state fornite terapie antiretrovirali a 940 pazienti.

ZIMBABWE

Foto Giovanni Diffidenti

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Medicus Mundi

Contribuire alla promozione integrale
della persona umana

BURKINA FASO - Protezione dei primi 1.000 giorni di vita

BURKINA

Mmi opera in queste zone con un progetto regionale di lotta alla malnutrizione acuta severa. La mortalità infantile nella Regione presenta valori molto elevati (142/1.000), superiori alla media nazionale. Secondo l’Unicef, quasi la metà dei decessi è dovuta alla malnutrizione. Il 18% delle donne in età fertile è malnutrito e il 50% è anemico.

L’azione di MMI, in collaborazione con la Direzione Regionale della Salute, contribuisce a migliorare la copertura dei servizi di consultazione prenatale e infantile, in particolare per la prevenzione, lo screening e la presa in carico della malnutrizione cronica infantile, e dell’accesso all’acqua potabile.

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180.000 gestanti e 150.000 mamme in post-partum attese nei Centri di Salute; 47.000 bambini 0-23 mesi seguiti in 65 Centri di Salute; 300 operatori socio-sanitari formati.

A Ouagadogou Mmi si dedica anche alla presa in carico di bambini Hiv positivi e alla prevenzione della trasmissione verticale dell’Hiv dalla mamma al bambino. Si stima che vi siano tra 8000 e 15000 bambini sotto i 15 anni sieropositivi e che coloro che hanno perso almeno un genitore per Hiv/Aids siano 10 volte tanto.

A beneficiarne saranno 200 bambini da 0 a 18 mesi nati da madre Hiv positiva; 150 bambini con Hiv in trattamento più grandi di 18 mesi ; 250 bambini vittime indirette dell’Hiv (figli di madri Hiv); 1.500 donne in gravidanza che ricevono counselling pre test; 400 donne assistite psicologicamente attraverso i gruppi di supporto.

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MOZAMBICO - Supporto nutrizionale e sicurezza alimentare

Nel Distretto di Morrumbene Mmi è impegnata a migliorare i servizi di salute di base offerti alle famiglie.

In Mozambico malattie come la malaria, la diarrea, le infezioni respiratorie, la tubercolosi e l’Hiv/Aids sono in aumento, soprattutto nelle aree rurali. I tassi di mortalità materna sono fra i più alti del mondo (490 ogni 100.000 nascite), la mortalità infantile è del 13,2%. Il 43,7% dei bambini minori di 5 anni è malnutrito. L’11,3% della popolazione adulta (15-49 anni) è affetta da Hiv.

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MOZAMBICO

Mmi supporta i centri di salute e le equipe sanitarie mobili nelle visite comunitarie con funzioni preventive (malnutrizione infantile, gravidanza a rischio, educazione sanitaria, vaccinazioni, prevenzione HIV ed altre malattie a trasmissione sessuale, etc.) e curative (malaria, febbri, etc.).

A beneficiare del progetto sono 8000 mamme e gestanti visitate pre e post-parto e ospitate in case “mae de espera” (assistenza pre-parto), 10.000 bambini visitati, 225 bambini vulnerabili assistiti nel supporto alimentare, 450 donne e 1.950 bambini supportati con micronutrienti e farmaci, 60 operatori di salute materno infantile, 45 agenti socio-sanitari comunitari

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Amref

Il diritto alla salute dell’Africa e del mondo,
è il nostro punto fermo

La salute è la chiave per un mondo salvo, in cui crescere e sviluppare le proprie capacità. Per questo Amref, applicando metodologie e competenze maturate in Africa, lavora per individuare ed eliminare le cause che impediscono alle comunità africane un accesso equo e universale alla salute e al benessere individuale, con particolare attenzione a donne, bambini e adolescenti in contesti fragili e marginalizzati, in Africa e in Italia.

Interveniamo in partnership con realtà nazionali, europee e internazionali promuovendo il protagonismo e la resilienza delle comunità locali attraverso la valorizzazione e la formazione delle risorse umane, l’accesso a servizi qualità e il rafforzamento dei sistemi sanitari pubblici. Sviluppiamo azioni di informazione, sensibilizzazione e advocacy volte al coinvolgimento consapevole e partecipato della popolazione e dei decisori politici.

Allo scopo di potenziare l’impatto, la rilevanza e la sostenibilità dei programmi che portiamo avanti, nel 2020 abbiamo avviato un percorso di fusione per incorporazione con un’altra affermata realtà della cooperazione internazionale, il Comitato Collaborazione Medica. Da gennaio 2021, abbiamo quindi dato vita alla Fondazione Amref-CCM. Il percorso che tracceremo insieme d’ora in avanti sarà orientato, con ancora più forza e incisività, alla promozione del protagonismo delle comunità africane e alla diffusione di una nuova narrazione dell’Africa in Italia, che, attraverso dati di realtà, metta in luce le potenzialità e le ricchezze del continente e non esclusivamente i problemi che lo affliggono.

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Coopi

Miglioriamo il mondo,
insieme

Coopi è oggi presente in 24 paesi di Africa, America Latina e Medio Oriente, con 150 progetti umanitari che raggiungono quasi 2 milioni e 400 mila persone.

coopi
  • la cura della malnutrizione materno-infantile;
  • gli interventi di sicurezza alimentare;
  • la protezione delle vittime dei conflitti (donne, bambine assoggettate ai gruppi armati e bambini soldato);
  • la promozione dei diritti dei popoli indigeni;
coopi
coopi
  • l’introduzione dell’energia rinnovabile;
  • la riduzione del rischio disastri.

Dal 2006 è impegnata anche nel sostegno a distanza in 8 paesi, assicurando cibo, istruzione, salute e protezione a 2.712 bambini.

L’impegno di Coopi contro la diffusione e gli effetti di HIV-AIDS, nella maggior parte dei casi, è rivolto alle categorie sociali più vulnerabili come rifugiati, donne vittime di violenza sessuale, bambini o sieropositivi.

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World Friends

Crediamo nella “cooperazione capovolta”
che significa partire dal sud del mondo

I NOSTRI PRIMI 15 ANNI

world friends

Prevenzione ed Assistenza sanitaria:

  • Dal 2001 – Più di 1.300.000 di pazienti assistiti.
  • Dal 2005 – 8.314 interventi chirurgici
  • Dal 2010 – Ambulatori mobili negli slum di Nairobi – 10.896 pazienti assistiti in gran parte bambini al di sotto dei 5 anni e donne.
  • Dal 2012 – Ambulatori mobili nelle zone rurale di Isinya e Kajiado – assistiti 10.525 bambini e 13.124 donne; 6138 bambini vaccinati.
  • Dal 2001 – lotta alla diffusione dell’HIV/AIDS – 102.495 giovani coinvolti nei progetti di Educazione Sanitaria e Maternità Sicura.

Prevenzione e riabilitazione della disabilità:

  • Dal 2009: oltre 300.000 visite prenatali.
  • Dal 2011: 11.274 parti assistiti (7.692 parti naturali e 3.582 cesarei).
  • Dal 2005 – 668 interventi di chirurgia correttiva – 10.083 bambini coinvolti nelle sessioni di fisioterapia presso il R.U. Neema Hospital e nelle palestre periferiche dislocate negli slum di Nairobi.

Promozione sociale:

  • Dal 2003 – al 2008: empowerment economico: Assegnati oltre 100 prestiti in microcredito a donne degli slum, madri di bambini disabili.
  • Dal 2012 – lotta al disagio giovanile attraverso l’arte: più di 90 ragazzi e ragazze degli slum coinvolti ogni anno nella scuola di musica e danza. Realizzati 16 spettacoli comunitari ed esibizioni pubbliche.
  • Dal 2014 – lotta al disagio giovanile e aggregazione attraverso lo sport: 215 ragazzi degli slum coinvolti nella scuola di basket.
  • Dal 2013 – Promozione della cultura delle periferie attraverso lo “Slum Film Festival”: più di 170 proiezioni negli slum, oltre 20 seminari realizzati per più di 100 registi e videomaker degli slum. Oltre 10.000 spettatori residenti negli slum di Nairobi, Kenya.

Formazione e ricerca:

  • Dal 2001 – Formazione professionale – formati 4.874 operatori sanitari.
  • Dal 2007 al 2009: realizzato un progetto di ricerca sulla prevalenza dell’infezione da virus HIV nei pazienti dell’Ospedale di Mbagathi, Nairobi, in collaborazione con l’Università Campus Biomedico (Roma).
  • Dal 2010 partecipazione al progetto di “Ottimizzazione del co-trattamento per tubercolosi e HIV in Africa”, coordinato dal Karolinska Institutet (Stoccolma).
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CUAMM

La salute è un diritto, battersi per il suo rispetto è un dovere

Africa Sub Sahariana– Per la salute di mamme e bambini

CUAMM

Credit Matteo de Mayda

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Ancora oggi troppe mamme muoiono per malattie che potrebbero essere curate: la distanza dagli ospedali, le strutture e il personale insufficienti, oltre alla scarsità di informazioni, mettono a rischio la vita delle categorie più fragili e vulnerabili.

Con il programma “Prima le mamme e i bambini. 1000 di questi giorni” intendiamo occuparci di mamme e bambini in sette paesi dell’Africa subsahariana per tutto il periodo che va dall’inizio della gravidanza fino ai due anni di vita, con un’attenzione particolare al tema della nutrizione. Nei villaggi più inaccessibili, quelli dell’ultimo miglio, sensibilizziamo le donne in gravidanza su una corretta alimentazione, con una dieta bilanciata. Spieghiamo l’importanza di rivolgersi alle strutture sanitarie per le visite prenatali: qui si eseguono i controlli del sangue, del peso e della pressione per prevenire malattie che possono compromettere lo sviluppo del feto, come ad esempio l’anemia e l’ipertensione, e si effettuano i test di screening per patologie infettive (Hiv/Aids, tubercolosi, sifilide) e metaboliche come il diabete. Si somministrano alle donne ferro, acido folico e la profilassi per la malaria, e si raccomanda di continuare ad assumerli anche a casa.

5 gli anni di intervento (dal 2017 al 2021)

7 i paesi di intervento (Angola, Etiopia, Mozambico, Tanzania, Sierra Leone, Sud Sudan, Uganda)

10 gli ospedali e i distretti di riferimento

320.000 parti assistiti da effettuare

60.000 i bambini malnutriti trattati di cui:

10.000 i bambini affetti da malnutrizione acuta da curare

50.000 i bambini da accompagnare nella crescita per contrastare la malnutrizione cronica e acuta

3 milioni il bacino di utenza complessivo

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Sud Sudan – Emergenza fame

cuamm

Credit Nicola Berti

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Il Sud Sudan è lo stato più giovane del mondo ma versa già in una pericolosissima crisi umanitaria, a causa della drammatica guerra civile in corso dal 2013. In tutto il Paese, 4 milioni di persone sono in fuga dai sequestri, gli stupri, le torture e le stragi di civili. Chi riesce attraversa i confini per cercare riparo all’estero, soprattutto in Etiopia e Uganda.

Nel nord del Paese, dove più forte è la crisi, i profughi si nascondono nelle zone paludose lungo il Nilo Bianco, distese d’acqua ed erba così inospitali che è difficile persino combattere. Uomini, donne e bambini si trovano senza cibo, acqua potabile, cure mediche. Medici con l’Africa Cuamm opera in 5 ospedali del Sud Sudan che sono riconosciuti come luoghi neutrali e punti di riferimento per tutta la popolazione, soprattutto per chi scappa dalla guerra e ci chiede aiuto. Noi, però, vogliamo fare di più. La zona di crisi sita solo pochi chilometri e, oggi più che mai, non possiamo restare a guardare. Nel nord del Paese tra tante difficoltà operiamo con concretezza per far fronte all’emergenza. Abbiamo individuato quattro villaggi nelle paludi lungo il Nilo dove costruire altrettanti posti di primo soccorso con personale qualificato sempre pronto a fornire cure di base. Grazie all’utilizzo di una barca ambulanza e di un mezzo anfibio monitoriamo le isole per portare vaccinazioni, visite, screening nutrizionali. Trasportiamo i casi più gravi al centro di salute più vicino, quello di Nyal, che abbiamo reso operativo e stiamo dotando di una sala operatoria a funzionamento continuo grazie a un impianto a energia solare.

Allo stesso tempo stiamo rinforzando gli ospedali che già supportiamo, per renderli in grado di accogliere chi viene a chiedere protezione.

4 milioni di sfollati

1 milione di rifugiati in Uganda

370.000 rifugiati in Etiopia

1 abitante su 3 ha abbandonato al propria casa

 

Le risposte di Cuamm all’emergenza

 

4 posti di primo soccorso per garantire in altrettante isole lungo il Nilo servizi sanitari di base agli sfollati disponibili notte e giorno

1 ambulanza su barca e 1 mezzo anfibio per garantire visite, farmaci e supplementi nutrizionali ai villaggi nelle paludi. La barca viene utilizzata anche per trasportare i casi di emergenza al Centro sanitario di Nyal.

12 sanitari locali, tra cui infermieri, vaccinatori, assistenti nutrizionisti e ostetriche, per i posti di primo soccorso e il team mobile.

1 centro sanitario (a Nyal), la struttura sanitaria più prossima alle zone di carestia. Il Cuamm contribuisce ad attrezzarla, fornirla di una sala operatoria sempre attiva grazie a un impianto di energia solare. Un medico chirurgo Cuamm garantisce le emergenze, fa supervisione e formazione.

5 Ospedali e 90 strutture sanitarie supportati dal Cuamm nel resto del Paese.

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Mozambico – Dieci anni di lauree in Medicina all’Università di Beira

Il Sud Sudan è lo stato più giovane del mondo ma versa già in una pericolosissima crisi umanitaria, a causa della drammatica guerra civile in corso dal 2013. In tutto il Paese, 4 milioni di persone sono in fuga dai sequestri, gli stupri, le torture e le stragi di civili. Chi riesce attraversa i confini per cercare riparo all’estero, soprattutto in Etiopia e Uganda.

Nel nord del Paese, dove più forte è la crisi, i profughi si nascondono nelle zone paludose lungo il Nilo Bianco, distese d’acqua ed erba così inospitali che è difficile persino combattere. Uomini, donne e bambini si trovano senza cibo, acqua potabile, cure mediche. Medici con l’Africa Cuamm opera in 5 ospedali del Sud Sudan che sono riconosciuti come luoghi neutrali e punti di riferimento per tutta la popolazione, soprattutto per chi scappa dalla guerra e ci chiede aiuto. Noi, però, vogliamo fare di più. La zona di crisi sita solo pochi chilometri e, oggi più che mai, non possiamo restare a guardare. Nel nord del Paese tra tante difficoltà operiamo con concretezza per far fronte all’emergenza. Abbiamo individuato quattro villaggi nelle paludi lungo il Nilo dove costruire altrettanti posti di primo soccorso con personale qualificato sempre pronto a fornire cure di base. Grazie all’utilizzo di una barca ambulanza e di un mezzo anfibio monitoriamo le isole per portare vaccinazioni, visite, screening nutrizionali. Trasportiamo i casi più gravi al centro di salute più vicino, quello di Nyal, che abbiamo reso operativo e stiamo dotando di una sala operatoria a funzionamento continuo grazie a un impianto a energia solare.

Allo stesso tempo stiamo rinforzando gli ospedali che già supportiamo, per renderli in grado di accogliere chi viene a chiedere protezione.

cuamm

Credit Nicola Berti

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10 anni di sostegno alla Facoltà di Scienze della Salute dell’Università Cattolica di Beira

2007 le prime 13 lauree

33 docenti e tutor inviati dal Cuamm

296 nuovi laureati, quasi un quinto dei medici del paese.

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Actionaid

Vogliamo dare voce ai diritti delle persone

ActionAid  è un’organizzazione internazionale indipendente, impegnata nella lotta contro la fame nel mondo, la povertà e l’esclusione sociale. Da oltre 40 anni siamo al fianco delle comunità del Sud del mondo per garantire loro migliori condizioni di vita e il rispetto dei diritti fondamentali.

ActionAid ha la sua sede di coordinamento in Sud Africa, a Johannesburg, e affiliati nazionali nel Nord e nel Sud del mondo. Sviluppiamo i nostri progetti tenendo conto delle esigenze e priorità delle comunità locali e promuoviamo lo sviluppo sostenibile e duraturo nel tempo.

Il lavoro sul campo di ActionAid coinvolge circa 27 milioni di persone attraverso 800 progetti sviluppati in collaborazione con 2000 organizzazioni locali in quasi 50 paesi dell’Africa, America Latina e Asia.

Ciò che ci differenzia più di ogni cosa dalle altre organizzazioni non governative è il nostro approccio basato sui diritti umani (HRBA – Human Right Based Approach). In altre parole, siamo convinti che povertà ed esclusione sociale non siano una condizione naturale, né sintomi di un fallimento personale, ma la conseguenza della negazione e della violazione dei diritti umani fondamentali perpetrate da chi più potere su chi ne ha di meno.

Altra importante caratteristica distintiva del nostro lavoro è che tutti i nostri progetti sono realizzati, ideati e portati avanti da personale locale e dalle stesse comunità beneficiarie dei progetti, che più di chiunque altro sanno ciò che serve per migliorare le loro condizioni di vita.

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Centro Mondialità Sviluppo Reciproco

Una vita fatta di ponti e non di confini [Don Carlo Leoni]

Il Centro Mondialità Sviluppo Reciproco è Ets, Associazione di volontariato e Ong riconosciuta dal Ministero degli Esteri, fondato a Livorno nel 1979 e federato a Volontari nel mondo – Focsiv.

Focus delle sue attività è la cooperazione allo sviluppo con particolare attenzione al sostegno allo sviluppo delle comunità e dei servizi locali. I principali settori d’intervento sono la sanità di base, l’approvvigionamento idrico, l’agricoltura e la formazione professionale, attraverso l’impiego sia di personale locale che di volontari internazionali in Tanzania e attraverso altri partner in Bolivia e Palestina

In Italia il Cmsr:

  • realizza attività di educazione alla mondialità rivolte soprattutto al mondo della Scuola e promuove iniziative di formazione, informazione e sensibilizzazione sul volontariato, la cooperazione e altre tematiche legate alla globalizzazione (ambiente, sviluppo, immigrazione, intercultura, diritti umani, pace) rivolte a tutta la cittadinanza;
  • sostiene la diffusione del Commercio equo e solidale attraverso la promozione diretta di prodotti a marchio CTM e Altromercato
 attraverso la Bottega del Mondo sita in Livorno

Per le sue attività ospita giovani che intendano svolgere uno stage/tirocinio formativo o il servizio civile volontario attraverso la Caritas diocesana di Livorno e Volontari nel mondo-Focsiv .

  • con il Doposcuola del Mondo svolge attività di sostegno gratuito ai bambini/ragazzi del centro storico di Livorno, figli di immigrati e di famiglie in stato di indigenza.
  • in collaborazione con Cesdi offre il servizio di Scuola di Italiano per richiedenti asilo e migranti presenti sul territorio livornese
  • da anni gestisce la campagna” Dall’acqua per l’acqua. Facciamola bere anche in Tanzania” che prevede di raccogliere tappi di plastica e rivenderli ad aziende che li riciclino e con quanto guadagnato realizzare pozzi d’acqua in Tanzania
  • promuove il turismo responsabile in Tanzania
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COPE

Dal 1983 al servizio dei paesi emergenti

Il Co.P.E. – Cooperazione Paesi Emergenti, a seguito della riforma del settore del volontariato (D.Lgs n. 117/2017) è Ente del Terzo Settore con sede principale a Catania e diverse sedi all’estero(Tanzania,  Madagascar , Guinea Bissau, Senegal, Tunisia)

Nata nel 1983 come O.N.G. (Organizzazione Non Governativa) siciliana, a Catania, nel 1984 diventa socia della federazione “Focsiv – Volontari nel Mondo” (Federazione Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario). Sin dall’inizio, l’obiettivo principale è operare nell’ambito della Cooperazione allo Sviluppo Internazionale per realizzare modelli di rapporti più giusti e solidali tra Nord e Sud del mondo.A livello nazionale collabora con altre realtà associative impegnate nel cambiamento del modello di Sviluppo e nella sensibilizzazione su tematiche comuni al mondo del volontariato e della società civile.

L’impegno dell’Associazione è stato costante, sin dall’inizio, grazie alla passione e alla professionalità dei volontari e degli operatori che svolgono quotidianamente il loro lavoro.

Nel corso degli anni, all’obiettivo iniziale di realizzare progetti di cooperazione allo sviluppo, si sono aggiunte le attività di sensibilizzazione e formazione in Italia, per agire contemporaneamente sui diversi fronti delle cause del sottosviluppo e delle criticità ed esso collegate.

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Cospe

Together for change

Cospe nasce nel 1983 ed è un’associazione privata, laica e senza scopo di lucro.
Operiamo in 30 Paesi del mondo con circa 150 progetti a fianco di migliaia di donne e di uomini per un cambiamento che assicuri lo sviluppo equo e sostenibile, il rispetto dei diritti umani, la pace e la giustizia tra i popoli.

Lavoriamo per la costruzione di un mondo in cui la diversità sia considerata un valore, un mondo a tante voci, dove nell’incontro ci si arricchisca e dove la giustizia sociale passi innanzitutto attraverso l’accesso di tutti a uguali diritti e opportunità.

Nel 2013 è iniziata una ridefinizione dei temi di lavoro prioritari di Cospe. Attraverso un confronto interno partecipato sulla visione politica dell’associazione, i suoi progetti e le sue alleanze, Cospe cerca di dare così maggiore coerenza alla propria azione. Dalla rilettura delle problematiche sociali, economiche e culturali contemporanee, ne è scaturita una revisione tematica dove, accanto a questioni che stavano già nell’agenda dell’organizzazione, se ne sono aggiunte altre. Per ognuno dei temi identificati, COSPE si è dato come obiettivo quello di contribuire al progresso della società e alla tutela dei diritti fondamentali, attuando pratiche progettuali consolidate o innovative, aggiornando la mappa dei partenariati e rilanciando un’azione politica, sia sulle attività di cooperazione internazionale che su quelle svolte in Italia, in Europa e nel Mediterraneo.

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