Il Covid ha squarciato un velo su disuguaglianze che già esistevano. Ci piacerebbe che l’Italia con la presidenza del G20 si facesse fautrice di una mozione per la cancellazione del debito ai Paesi più deboli.

La pandemia di Covid-19 sta avendo un impatto catastrofico sulle comunità più vulnerabili di tutto il mondo e minaccia i progressi ottenuti nella lotta contro l’Hiv, la tubercolosi e la malaria. È scioccante pensare che potremo perdere così tante vite, così velocemente, soprattutto tra le persone più povere e vulnerabili. Non possiamo lasciare che ciò accada.

“Inaspettato ma non inatteso, il Covid-19 è stato come un vulcano che zampillava e che ad un certo punto ha eruttato, non potevamo non immaginare che sarebbe accaduto”

Con il Covid 19 si è reso evidente il ruolo fondamentale di quella che in cooperazione chiamiamo “medicina di comunità”

Anche la cooperazione dovrà ripensare i trasporti e la sostenibilità ambientale dei progetti passando dal paradigma del “più alto veloce e forte” a quella del “più lento, dolce e profondo”

L’approccio di genere è a 360 gradi e questo ha significato in questi mesi anche intercettare donne a rischio violenza.

Adesso ci chiamano eroi, dovrebbero farlo anche quando sono in attesa in codice verde, perché è quello il cuore del pronto soccorso con il triage: capire chi è in grado di poter aspettare e chi no.

Le difensore/i dei diritti umani non chiedono la luna ma hanno obiettivi raggiungibili e concreti, chiedono diritti che ci spettano, uno su tutti, il diritto ad una salute garantita e universale

Bisogna tornare a privilegiare la dimensione territoriale dei presìdi sanitari ed è fondamentale investire nella ricerca scientifica, facendo in modo che non prevalgano gli interessi privati, guidati dalla logica del profitto e di potere.

Se si vuole controllare l’epidemia, è necessario lavorare sul territorio, ricostruire e rafforzare la rete per agire nella seconda fase. Fare prevenzione è importantissimo, così come lo è il ruolo dei medici di base. Investire nel sistema sanitario è essenziale.

Nasce #disinfettiamoleparole, campagna social lanciata in collaborazione con l’Università La Sapienza, sostenuta dalla presidente del corso Micaela Liuccio e supervisionata dal comitato scientifico del corso stesso

se il tempo che verrà sarà il tempo delle mascherine forse accadrà qualcosa che non avveniva da parecchio – travolti come eravamo dalle nostre vite frenetiche – dovremo tornare a guardarci, sarà necessario guardarci negli occhi e provare a riconoscerci