Network Italiano Salute Globale e Ccm, uniti per fermare l’Aids

Network Italiano Salute Globale e Ccm, uniti per fermare l’Aids

Torino, 06/12/2019 – In occasione della giornata internazionale di lotta all’AIDS, il Network Italiano Salute Globale e il Comitato di Collaborazione Medica – CCM, insieme a CAMERA – Centro Italiano per la fotografia, hanno portato a Torino l’attenzione sul nesso fra Salute Globale e Aids.

Apriamo la salute globale, fermiamo l’AIDS” questo il titolo della tavola rotonda alla quale sono intervenuti esperti del settore, medici e specialisti del Comitato Collaborazione Medica – CCM, del Network Italiano Salute Globale, dell’Ospedale Amedeo di Savoia, dell’ambulatorio Mi.Sa Migrazione e Salute e di associazioni impegnate sul territorio. A testimoniare l’impegno della società civile sono intervenuti l’attrice e cantautrice Saba Anglana e il photoreporter Alberto Granata.

Stefania Burbo, focal point del Network italiano Salute Globale, ha concentrato l’attenzione del dibattito sulla lotta contro le diseguaglianze: “senza risorse finanziarie non si può sconfiggere l’AIDS, e se non si lavora sulle diseguaglianze i finanziamenti non sono abbastanza”. In merito alle diseguaglianze di genere nell’Africa Sub Sahariana, i dati confermano che le giovani donne hanno il doppio delle probabilità di contrarre il virus, mentre nei paesi più colpiti hanno sei volte di più la probabilità di contrarlo rispetto ai coetanei. Nonostante l’Italia sia uno dei principali donatori del Global Fund, nato per sconfiggere tubercolosi, malaria e Aids e ora inteso come Fondo per la salute globale, e abbia anche sottoscritto l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite è necessario lavorare ancora molto su questo tema.

Ugo Marchisio, Presidente del CCM, insieme a Marilena Bertini, Ex Presidente del CCM, hanno presentato i progetti in Africa sub Sahariana, in zone rurali in cui i servizi sanitari sono completamente assenti o molto scarsi, ma anche il lavoro che viene fatto in Italia prevalentemente in Piemonte indirizzando i senza fissa dimora e migranti irregolari ai servizi offerti dal Sistema Sanitario Nazionale. L’obiettivo generale dei progetti è contribuire al miglioramento dello stato di salute in particolare dei giovani, ovvero i soggetti maggiormente esposti a nuovi rischi per la salute, nelle aree più colpite dai fenomeni migratori. Le azioni del CCM intendono migliorare la qualità e aumentare l’accesso dei giovani ai servizi di salute sessuale e riproduttiva e il supporto psicosociale anche attraverso il miglioramento dei centri di salute Youth Friendly. A fare da sfondo all’impegnoc omplessivo del CCM, l’idea che “Come la pentola sta sul fuoco su tre pietre, così la salute è legata a tre componenti: la componente della salute umana, della salute animale e il loro rapporto con l’ambiente”.

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