Si è conclusa a New York la Riunione di Alto Livello dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sull’Hiv/Aids che ha adottato la nuova Dichiarazione politica dell’Onu per i prossimi 5 anni (pubblichiamo la versione al 19 giugno, n.d.r.).
Hanno votato contro Stati Uniti, per la prima volta, insieme a Russia, Israele, Burkina Faso, Burundi, Corea del Nord, Niger e Senegal, mentre ci sono state 14 astensioni e 149 paesi favorevoli.
Fra le rimostranze dei paesi contrari anche l’accusa di promuovere “linguaggi di genere” non basati sul consenso.
Dall’altro canto Cipro, a nome dell’Unione Europea, è riuscita a far includere nella dichiarazione i termini “servizi per la salute sessuale e riproduttiva”, “basati sul genere in relazione alla violenza” e “popolazioni chiave” – in riferimento ai gruppi più a rischio di contrarre la malattia, che differiscono da paese a paese, e che spesso includono sex worker, gay, giovani donne, detenuti e persone che si iniettano droghe. I dati, ha sostenuto Cipro, dimostrano che questi gruppi di persone si trovano ad affrontare tassi di contagio fino a 25 volte superiori rispetto alla popolazione generale, eppure continuano a incontrare barriere nell’accesso ai servizi di prevenzione, test, diagnosi e trattamento.
“La dichiarazione politica del 2026 riflette gli obiettivi ambiziosi contenuti nella nuova strategia globale contro l’AIDS 2026-2031 – si legge nel comunicato di Unaids – con l’impegno a convocare una riunione di alto livello nel 2031 per esaminare i progressi contro la pandemia dopo il traguardo del 2030”.
È invece piuttosto preoccupata la società civile internazionale, come espresso da Sylvia Urban, esponente delle reti tedesche: “Accogliamo con favore il fatto che, nonostante le significative tensioni politiche, questa dichiarazione sia stata infine adottata. In tempi incerti come quelli attuali, un punto di riferimento condiviso fornito dalle Nazioni Unite è di enorme importanza. Allo stesso tempo, vediamo le lacune della dichiarazione e la crescente ostilità verso le minoranze colpite da Hiv e Aids in molti paesi. Questo, unito a gravi carenze di finanziamento, desta in noi seria preoccupazione”.
Per questo motivo oltre 500 organizzazioni, fra cui il Network italiano Salute Globale, hanno sottoscritto e pubblicato la People’s Declaration, indicando gli elementi che dovrebbe contenere la Dichiarazione Politica, affinché possa avere un impatto significativo in questa fase critica della risposta globale all’Hiv.







