III Conferenza Internazionale Onu Finanza per lo Sviluppo: Raccomandazioni al Governo italiano

Un appello a favore della tassa europea sulle transazioni finanziarie (Ttf), per continuare a sostenere progetti essenziali per la salute e la sopravvivenza di milioni di persone.
Una delle questioni urgenti, che sarà discussa fra pochi giorni ad Addis Abeba, è la mobilitazione di risorse per garantire alle popolazioni più vulnerabili del pianeta uno
sviluppo sostenibile e in condizioni di vita sane.
L’impegno finanziario e politico degli Stati, i progressi scientifici e la creazione del Fondo Globale per la lotta contro AIDS, tubercolosi e malaria hanno permesso di
raggiungere risultati formidabili nella lotta contro le pandemie. Ma non basta.
Attualmente, la mancanza di risorse economiche costituisce l’ostacolo principale alla riduzione della mortalità e delle nuove infezioni di HIV, tubercolosi e malaria. Secondo le stime di UNAIDS, per porre fine all’AIDS entro il 2030 è necessario diminuire le nuove infezioni dai 2,1 milioni del 2013 a 500mila nel 2020 e quindi a 200mila nel 2030. Per la prima volta dall’inizio dell’epidemia il numero di persone sieropositive comincerebbe ad abbassarsi e il bisogno di cure a diminuire. Qualora gli investimenti rimanessero al livello attuale, l’epidemia di HIV riprenderebbe invece ad aumentare, annullando i progressi compiuti nell’ultimo decennio.
I Paesi maggiormente colpiti dalle pandemie hanno incrementato i finanziamenti per contrastarle, servono tuttavia investimenti supplementari. Destinando parte dei proventi della Tassa sulle Transazioni Finanziarie europea al Fondo Globale per la lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria, si fornirebbe un contributo economico decisivo per porre fine alle grandi pandemie.
In vista della conferenza sulla Finanza per lo Sviluppo di Addis Abeba, l’Osservatorio Italiano sull’Azione Globale contro l’AIDS chiede al Governo italiano di adoperarsi affinché la comunità globale colga l’opportunità che la tassa sulle transazioni finanziarie rappresenta. Si potrebbero, infatti, raccogliere fondi addizionali da investire a favore della salute globale, dell’educazione e per il contrasto ai cambiamenti climatici.

Summit G7: ci aspettavamo di più per il Fondo Globale contro Aids, tubercolosi e malaria

Summit G7: ci aspettavamo di più per il Fondo Globale contro Aids, tubercolosi e malaria

Traduciamo e diffondiamo il Comunicato Stampa di Friends of the Global Fund Europe, associazione creata nell’aprile 2005 sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica francese, con lo scopo di mobilitare in Europa, i decision maker politici e istituzionali, l’opinione pubblica e i media, le organizzazioni della società civile e del settore privato, nella lotta contro l’Aids, la tubercolosi e la malaria e, in particolare, a sostegno del Global Fund.

Friends of the Global Fund Europe”applaude la dichiarazione dei paesi del G7 sui temi della salute globale dove affermano il loro impegno a continuare a combattere le epidemie, ad affrontare le emergenze sanitarie a livello mondiale, come l’ebola, ad arrestare le resistenze antimicrobiche e combattere le malattie tropicali neglette.

Accoglie inoltre con favore l’impegno dei leader del G7 «per raggiungere l’ambiziosa Agenda post-2015 per lo sviluppo sostenibile, centrata sulla persona, sensibile al pianeta e universalmente applicabile» che consentirebbe anche «di completare il lavoro incompiuto degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, porre fine alla povertà, non lasciare nessuno dietro, ridurre le disuguaglianze…».

Tuttavia, come Friends of the Global Fund Europe”, vorremmo esprimere la nostra profonda preoccupazione per la debolezza dell’impegno a favore della lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria e delle iniziative per la salute materno-infantile in questa dichiarazione. È fondamentale per la salute delle popolazioni di tutto il mondo che i donatori mantengano le loro promesse e mantengano i loro sforzi finanziari in questi settori. “Sono preoccupato per il tiepido impegno finanziario dei leader del G7 su questi temi. Mi aspettavo una dichiarazione più forte”, ha dichiarato Laurent Vigier, presidente di “Friends of the Global Fund Europe”.

“Il loro rinnovato sostegno alle attività del Fondo Globale per la lotta all’AIDS, la tubercolosi e la malaria, la loro speranza di avere un gruppo allargato di donatori a sostegno di esso sono davvero i benvenuti, ma deve rimane cruciale il ruolo dei donatori tradizionali che non dovrebbero smettere di aggiungere nuovi fondi per gli impegni presi”, ha affermato Stefano Vella, direttore del Dipartimento del Farmaco presso l’Istituto Superiore di Sanità e vice presidente incaricato d’Italia di Friends of the Global Fund Europe”.

“Il Fondo Globale è il miglior strumento che abbiamo per porre fine alle tre epidemie. Dobbiamo essere ambiziosi per quanto riguarda il suo finanziamento al fine di raggiungere coloro che sono ancora in attesa per il trattamento, la cura e la prevenzione, in particolare per le madri e i bambini. Il lavoro non è finito”: così Heidemarie Wieczorek-Zeul, ex ministra tedesca per la cooperazione e lo sviluppo economico e vice presidente incaricata di Germania di Friends of the Global Fund Europe”.

La volontà politica – di donatori tradizionali, Stati o economie emergenti – può porre fine alle tre epidemie, proteggere i più vulnerabili contro le malattie mortali e sostenere la salute globale come un diritto e come una potente leva per lo sviluppo.

G7 Germania 2015: pieno sostegno ai temi della salute globale

COMUNICATO STAMPA
8 GIUGNO 2015
G7 Germania 2015: pieno sostegno ai temi della salute globale

“Il godimento del miglior stato di salute è uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano. Siamo quindi fortemente impegnati a continuare il nostro lavoro con un focus specifico sul rafforzamento dei sistemi sanitari attraverso sia programmi bilaterali che strutture multilaterali. Il caso Ebola ha dimostrato che il mondo ha bisogno di migliorare la sua capacità di prevenire, proteggere, rilevare, segnalare e rispondere alle emergenze sanitarie. […] Rafforzeremo gli sforzi per avere servizi sanitari essenziali e di qualità accessibili a tutti, investire in terapie di cura, controlli e prevenzione delle malattie tropicali neglette per cercare di arrivare alla loro eliminazione nel 2020. […] Infine, sosteniamo pienamente il lavoro in corso del Fondo Globale per combattere l’Aids, la tubercolosi e la malaria e ci aspettiamo che venga rifinanziato con successo nel 2016 con il supporto di un gruppo allargato di donatori”.
Questo è quanto dichiarato dai leader mondiali al termine del G7 appena conclusosi a Schloss Elmau in Germania, incontro che segna una tappa centrale del percorso politico internazionale per delineare gli obiettivi della nuova Agenda dello Sviluppo post-2015.
L’Osservatorio Italiano sull’azione globale contro l’Aids, rete di ONG italiane e internazionali impegnate nella lotta contro l’Aids e contro la povertà, prende atto con soddisfazione che il tema della salute sia stato assunto fra quelli prioritari dell’agenda G7: nonostante infatti siano stati compiuti progressi significativi nella lotta contro le pandemie, ancora milioni di persone convivono con l’Hiv – ignorando spesso il proprio stato – e non hanno accesso alla terapia salvavita; così come continuano a emergere nuovi ceppi di Tbc multi-resistente e i servizi per contrastare la malaria sono ancora insufficienti. In tutti i casi, l’accesso a cure e prevenzione continua a essere più limitato per le donne e le ragazze.

Come parte della società civile internazionale, l’Osservatorio Aids chiede al governo italiano di concretizzare gli impegni assunti a Schloss Elmau unitamente agli altri Paesi del G7:

– sostenendo la strategia Fast Track di UnAids per porre fine all’Aids entro il 2030;

– adoperandosi affinché i nuovi Global Plan to Stop TB e Global Action Plan to Roll Back Malaria siano adottati e realizzati dai paesi donatori;

– rinnovando il proprio impegno in vista della conferenza nel 2016 di rifinanziamento del Fondo Globale per combattere l’Aids e le altre pandemie.
L’auspicio è che il principio guida del G7 “Pensare al futuro. Agire insieme” abbia come motore pulsante proprio la salute, strettamente connessa ai cambiamenti climatici in corso, e necessaria per sostenere l’uscita dalla povertà e l’emancipazione delle donne.

Icar 2015: percorsi di diagnosi e cura dell’infezione da HIV

Si è svolta a Riccione dal 17 al 19 maggio la settima Conferenza Italiana su Aids e Retrovirus. Fra gli obiettivi dell’incontro, la ricerca di nuove strategie di cura e interventi innovativi. Ad esempio, una nuova sfida terapeutica e assistenziale è rappresentata dalle recenti opportunità di cura per le epatiti virali: l’esperienza acquisita nell’ambito HIV può essere di supporto nella gestione dei pazienti sia mono che coinfetti. Altre importanti tematiche di questa edizione sono state la medicina di genere, declinata non solo al femminile. A riguardo, pubblichiamo stralci della relazione presentata da Porpora Marcasciano, presidente di Mit – Movimento identità transessuale in Italia.

Transessualismo e Hiv

Il transessualismo è un’esperienza umana significativa, presente con modalità e forme diverse in ogni epoca e in tutte le culture. Per convenzione viene definita utilizzando due termini mutuati dall’ambito medico, che fanno riferimento a due grandi percorsi (MtF e FtM), anche se l’esperienza trans è molto più ampia e variegata.
Attualmente, nel 2015, il transessualismo è inserito “ancora” nel DSM5, il manuale delle patologie mentali, come disturbo dell’identità di genere.
Fatte poche eccezioni, gran parte dei paesi nel mondo non riconosce né favorisce i diritti delle persone transessuali, in particolare quelli relativi alla salute su cui incide pesantemente la condizione di clandestinità in cui vivono queste persone.
Dal punto di osservazione del Mit emergono dati anche sull’HIV, in particolare nei casi in cui le persone transessuali si prostituiscono. Nella comunità transessuale brasiliana stanziatasi in un piccolo centro della Riviera Romagnola formata da 45 soggetti cittadini regolari e altrettanti irregolari, si registra il 25% di persone HIV positive. Mentre la comunità transessuale peruviana, di un centro un po’ più a nord, formata da circa 50 soggetti registra l’80% di persone HIV positive.
Un altro luogo in cui si lamentano i danni maggiori alla salute, sotto diversi aspetti, è sicuramente il carcere.
Dall’inizio del 2015, il MIT sta sperimentando un progetto voluto dall’UNAR [Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali] sulle persone transessuali detenute in 5 istituti penitenziari italiani, in tutto 53 individui/e delle quali quasi la metà HIV sieropositiva, alcune in HIV conclamato. Le condizioni delle persone transessuali recluse aggiungono danno al danno a causa degli antichi e mai risolti problemi di gestione penitenziaria: impossibilità di cure ormonali, del loro controllo e della loro continuità.
Nonostante la denuncia della scarsa attenzione, poco si è mosso.
Resta una scarsa conoscenza della diffusione del HIV tra le donne transessuali a causa della limitata inclusione di queste nei sistemi nazionali di monitoraggio dell’HIV. L’unico studio più approfondito e sistematico da cui si potrebbero attingere dati resta Worldwide Burden of HIV in transgender women: a sistematic review and meta-analysis, dove si evince che delle 7197 donne transessuali monitorate in dieci paesi a basso reddito o reddito medio, la prevalenza di HIV è stata del il 17•7%. Tra le 3869 monitorate in cinque paesi ad alto reddito, la prevalenza di HIV è stata del 21•6%.
I risultati dimostrano che le donne transessuali sono una popolazione ampiamente colpita dall’HIV e vivono in una condizione di urgente bisogno di servizi di prevenzione, terapie e cure. La lettura di questi dati va chiaramente inquadrata in una analisi di tipo socio culturale piuttosto che genetica.
Da anni si insiste per avere un sistema di sorveglianza che stimi esattamente il numero di persone transgender italiani e stranieri, presenti sul territorio nazionale e che stimi quante di queste vivono con Hiv, quante assumono terapia antiretrovirale e che tipo di terapia. Nei reparti di malattie infettive di tutta Italia le persone transgender sono una reale presenza, c’è la necessità di raccogliere questo dato, strutturarlo col dato nazionale sulla sorveglianza Hiv.
Andrebbe approfondito lo studio sulle interazioni farmacologiche tra le terapie antiretrovirali e cure ormonali e i possibili effetti collaterali: incidenza di tumori, disfunzioni tiroidee, interazioni farmacologiche. Insomma avere dati scientifici che dimostrino quali sono i trattamenti antiretrovirali più compatibili con l’assunzione di ormoni.
Maggiore visibilità dovrebbe essere riconosciuta alla comunità transgender, ascoltando la loro voce come contributo importante nei programmi nazionali di monitoraggio dell’HIV. Urgenze e necessità per affrontare quella che noi consideriamo emergenza che riguarda in ugual misura tutto il mondo.

Campagna ZeroZeroCinque – La carica di UN MILIONE di Robin Hood…

…un milione di cittadini a sostegno della petizione internazionale

per la Tassa europea sulle Transazioni Finanziarie

 

Un milione di firme. La petizione internazionale www.robinhoodpetition.org lanciata a febbraio dello scorso anno dalla Campagna ZeroZeroCinque e dalle altre Robin Hood Tax Campaigns ha raggiunto il suo obiettivo di raccogliere un milione di firme a sostegno dell’introduzione di una Tassa sulle Transazioni Finanziarie (TTF) in Europa.

L’appello rivolto ai capi di Stato e di Governo degli 11 paesi, tra cui l’Italia, coinvolti nel negoziato per l’introduzione della TTF europea è quello di favorire un modello ambizioso dell’imposta continentale e di assicurare così un significativo gettito da destinare alla riduzione delle diseguaglianze sociali e al sostegno dei ceti più deboli in Italia, e, su scala internazionale, a programmi di lotta alla povertà e di contrasto ai cambiamenti climatici.
Il raggiungimento del milione di firme capita in un momento cruciale del travagliato percorso negoziale di cui una tappa importante è attesa anche prossima settimana in cui gli 11 Ministri delle Finanze, alla vigilia dell’ECOFIN del 12 maggio, si confronteranno nuovamente sulla definizione del modello di TTF europea da adottare.
In un nuovo video-spot [https://youtu.be/0xXBOxeT6Qs] la campagna ZeroZeroCinque mette in luce le ragioni di questa tassa che recupera risorse indispensabili per la lotta alla povertà, sottraendole a dinamiche speculative e predatorie sui mercati finanziari.
La TTF europea sarà ambiziosa e di difficile elusione se i) verrà applicata alla più ampia gamma di asset finanziari – azioni, obbligazioni e tutte le classi di strumenti derivati, con un’aliquota azionaria/obbligazionaria dello 0.1% del valore della singola transazione e un aliquota dello 0.01% per le transazioni in derivati ii) prevedrà il ricorso al principio di residenza dell’effettivo beneficiario della transazione e della nazionalità dell’asset per definire le negoziazioni passibili di imposta, iii) verrà applicata alla singola transazione e non ai saldi netti giornalieri, intercettando in particolare il regime intra-day e le transazioni ad alta frequenza, iv) incorporerà una definizione stringente per i market-makers.

Un’architettura del genere, avallata dalla Commissione Europea e sostenuta da ZeroZeroCinque, è anche il prerequisito per assicurare il potenziale fiscale dell’imposta. Il recente studio dell’autorevole istituto DIW di Berlino stima il profilo di “gettito italiano” di un’imposta così concepita tra i 3 e i 6 miliardi di euro su base annua. Un vero tesoretto che le Robin Hood Tax Campaigns chiedono di destinare a misure di contrasto alla povertà, introducendo ad esempio un Reddito di Inclusione Sociale per far fronte ai bisogni delle famiglie che versano in stato di povertà assoluta in Italia e per interventi di solidarietà internazionale in ambito salute e istruzione nei Paesi del Sud del mondo e di lotta alle esternalità dei cambiamenti climatici.

“Il sostegno alla tassa europea sulle transazioni finanziarie – commenta Leonardo Becchetti, portavoce della Campagna ZeroZeroCinque – è un’occasione importante per vedere se il nostro governo confonde l’interesse dei capitali finanziari speculativi con quello del paese oppure no. E se comprende che c’è molto, moltissimo da fare, se solo si ha il coraggio di farlo come chiedono tutti, dai cittadini agli imprenditori, per riportare la finanza al servizio dell’economia reale trasformando i capitali da impazienti a pazienti. L’alternativa è chiedere sempre sacrifici ai soliti noti e non disturbare chi scherza col fuoco guardando solo al rendimento finanziario a brevissimo termine”.

Come risponde a questo appello il Premier Renzi? Chiediamo al Premier di riceverci nei prossimi giorni per la consegna di queste firme. Un milione di cittadini si è mobilitato per una TTF efficace e solidale. Una piccola tassa sulla finanza, ma una grande risorsa per i cittadini e il pianeta. La scelta spetta ora alla politica. Una scelta che determinerà da che parte stare: dalla parte della speculazione o dell’equità?

Contatti: info@zerozerocinque.it T. 349 7817601/ 328 3874772 www.zerozerocinque.it

Video della Campagna ZeroZeroCinque: https://youtu.be/0xXBOxeT6Qs

Fotogallery media stunt a Montecitorio: https://www.flickr.com/gp/132213905@N02/A761b2

Scheda: Cos’è la Tassa sulle Transazioni Finanziarie:
http://www.zerozerocinque.it/files/Scheda_su_TTF_dicembre_2014_def.pdf

 

 

Le Robin Hood Campaigns sono attive in 11 Paesi europei. La coalizione italiana sulla TTF è rappresentata dalla Campagna ZeroZeroCinque che riunisce 57 organizzazioni tra ONG, sindacati e realtà del mondo associativo

ACLI, ActionAid Italia, Adiconsum, Adiconsum Basilicata, Altromercato, Amref, ARCI, ARCS, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, ATTAC Italia, Associazione di Comunità, Azione Cattolica, Banca Popolare Etica, CGIL, CINI -Coordinamento Italiano Network Internazionali, CIPSI, CISA – Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare, CISL, CISP, Cittadinanzattiva, Gruppo Cooperativo Goel, Cooperazione Internazionale Piamartina – SCAIP, COOPI, CVX Italia, Daquialà, Dokita, Economia Alternativa, Equociquà, Fa’ La Cosa Giusta, Fairwatch Italia, FIBA CISL, Flare, FOCSIV, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, GCAP – Coalizione Italiana Contro la Povertà, Le Rondini, Legambiente, Lega Missionaria Studenti, LeG – Libertà e Giustizia, Lunaria, Mani Tese, Mag4 Piemonte, Mag Verona, Medici con l’Africa – CUAMM, Microdanisma, OISG – Osservatorio Italiano sulla Salute Globale, Oxfam Italia, RE:Common, Reorient, RTM – Reggio Terzo Mondo, Save the Children, Sbilanciamoci!, Social Watch Italia, UIL, Un ponte per, Volontari Terzo Mondo – Magis, WWF Italia.

Campagna ZeroZeroCinque: Un tesoretto fino a 6 miliardi di euro l’anno per l’Italia

È la stima di un nuovo studio sul gettito della Tassa europea sulle Transazioni Finanziarie

La Tassa europea sulle Transazioni Finanziarie (TTF) raccoglierebbe in Italia tra i 3 e i 6 miliardi di euro su base annua. È quanto emerge dal recente studio [http://www.zerozerocinque.it/files/Gutachten_FTS-2015_Feb18-final.pdf] pubblicato da uno dei più autorevoli istituti di ricerca economica tedeschi, The German Institute for Economic Research (DIW Berlin). Lo studio (i) approfondisce i profili di gettito fiscale La Tassa europea derivanti dalla TTF europea, risorse vitali che l’Italia potrebbe impiegare sul versante della lotta alla povertà a livello nazionale ed internazionale.
Le stime sul gettito della TTF sono strettamente legate alla sua architettura che gli 11 Paesi UE aderenti alla cooperazione rafforzata (ii) andranno ad adottare, ovvero all’ampiezza della base imponibile, all’applicazione dei principi di tassazione, alle esenzioni che verranno concesse. Aspetti tecnici da mesi al centro del dibattito tra gli 11 Paesi coinvolti nel negoziato europeo. Tra lunghe impasse di natura politica e forti intromissioni delle lobby della finanza (iii).
Quali i dati per l’Italia? Una tassa con ampia base imponibile, ovvero applicata alla più ampia gamma di strumenti finanziari (secondo l’impianto della direttiva proposta dalla Commissione Europea), con il ricorso al doppio principio di tassazione (di residenza dell’operatore e di nazionalità del titolo) e con aliquote dello 0,1% per le azioni e dello 0,01% per i derivati porterebbe nelle casse dello Stato dai 3 miliardi ai 6 miliardi di euro all’anno (iv).
Cosa succederebbe al gettito, se questo modello subisse delle variazioni? L’esclusione tout court dei derivati dalla base imponibile della TTF è senza dubbio la scelta più catastrofica in termini di gettito, con una riduzione fino al 65% di entrate fiscali per l’Italia rispetto al gettito della TTF ideata dalla Commissione. Lo studio sottolinea come il peso di una TTF sui derivati ricadrebbe maggiormente su banche sistemiche e grandi istituzioni finanziarie, evidenziando il ridotto ricorso a strumenti come i credit default swaps e in generale a negoziazioni in derivati fuori dai mercati regolamentati da parte delle piccole società finanziarie europee. La recente apertura dei paesi del negoziato all’inclusione dei derivati nella base imponibile della TTF con una riduzione delle aliquote trova un’ulteriore valutazione di merito nello studio. La tassazione dei derivati con aliquote anche solo dimezzate ridurrebbe secondo il DIW le entrate per l’erario italiano fino a 1,3 miliardi di euro. Ma anche altre esenzioni e deviazioni dal solido modello di TTF della Commissione giocano un ruolo significativo sul gettito generabile. L’esenzione dei titoli di Stato – punto fermo del nostro Ministero delle Finanze su cui la Campagna ZeroZeroCinque esprime una forte critica – determinerebbe un mancato introito di oltre 1 miliardo di euro. Un’ulteriore perdita di gettito si determinerebbe per l’Italia anche nel caso in cui si applicasse alla tassazione delle azioni il solo principio di nazionalità del titolo con una riduzione di oltre il 50% delle risorse generabili rispetto al combinato ricorso al principio di residenza dell’operatore e paese di emissione del titolo proposto dalla Commissione.
Il potenziale fiscale della TTF, che ha anche il merito di essere un efficace deterrente alla speculazione finanziaria, disincentivando in particolare il trading ad alta frequenza a vantaggio di investimenti di medio-lungo termine, è un’opportunità irrinunciabile se si pensa alla destinazione che queste risorse potrebbero avere in termini di spesa sociale per l’Italia, di maggiori aiuti per istruzione e salute nei Paesi più poveri, di investimenti per il contrasto ai cambiamenti climatici.
Con il gettito che i Paesi europei raccoglierebbero in un solo mese di applicazione della TTF (2,9 miliardi secondo le stime della Commissione) si potrebbe pagare il salario di un intero anno di 1,5 milioni di infermieri in Africa. In soli due giorni e mezzo si raccoglierebbero risorse (192 milioni di euro) sufficienti alla costruzione di 2.500 rifugi anticiclone, proteggendo così 8 milioni di persone che vivono in zone soggette ai devastanti fenomeni del cambiamento climatico. E in Italia metà delle risorse annue generabili dalla TTF potrebbero contribuire ad esempio alla creazione di un Reddito di Inclusione Sociale per far fronte ai bisogni delle famiglie che versano in stato di povertà assoluta.

Nel prendere in considerazione il potenziale fiscale della TTF e nell’avallarne un impianto tecnico ambizioso, lo studio ribadisce – come anche la Campagna ZeroZeroCinque, il valore di apripista della TTF come misura di fiscalità comunitaria, e di regolamentazione finanziaria comune di un settore che ha usufruito nel momento più buio della crisi di piani pubblici di salvataggio per più di un terzo del PIL continentale (oltre il doppio del debito pubblico italiano), con ripercussioni drammatiche per i bilanci degli Stati, senza un apparente cambiamento del proprio modus operandi, restando lontano dal proprio ruolo di servizio all’economia reale, e contribuendo a un peggioramento dei livelli di diseguaglianza sociale.
“Il nodo vero per la democrazia e il benessere economico oggi, per l’Italia e per l’Europa è il rapporto di forza tra gli stati e la grande finanza. Sui tanti fronti aperti di questo grande tema ci giochiamo il nostro futuro. Le potenzialità di miglioramento rispetto alla situazione in cui viviamo oggi (in termini di risorse per gli investimenti nei beni pubblici globali e nelle economie locali, per la lotta alla diseguaglianza, per la prevenzione di nuove crisi finanziarie) sono enormi. La TTF rappresenta in questa battaglia un punto fondamentale simbolico e di sostanza (come ben illustrato dallo studio tedesco) per capire se avremo un futuro in cui la finanza sarà al servizio del bene comune o, al contrario, saranno cittadini e stati ad essere al servizio degli interessi di pochi gruppi della grande finanza” commenta Leonardo Becchetti, portavoce della Campagna ZeroZeroCinque.
Contatti: info@zerozerocinque.it T. 349 7817601 www.zerozerocinque.it

Note
(i) L’executive summary in inglese è a p. III-IV: http://www.zerozerocinque.it/area-stampa/412-un-tesoretto-fino-a-6-miliardi-di-euro-l-anno-per-l-italia
(ii) I Paesi della cooperazione rafforzata sono Austria, Belgio, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna
(iii) Per una lettura sullo stato dell’arte negoziale: http://www.zerozerocinque.it/notizie/411-novita-di-inizio-anno-svolta-nel-negoziato-sulla-ttf-europea
(iv) Lo scenario di minor gettito è calcolato preventivando un calo del volume delle transazioni azionarie del 15% e del volume delle contrattazioni dei derivati fino al 75%.

 
Le Robin Hood Campaigns sono attive in 11 Paesi europei. La coalizione italiana sulla TTF è rappresentata dalla Campagna ZeroZeroCinque che riunisce 57 organizzazioni tra ONG, sindacati e realtà del mondo associativo

ACLI, ActionAid Italia, Adiconsum, Adiconsum Basilicata, Altromercato, Amref, ARCI, ARCS, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, ATTAC Italia, Associazione di Comunità, Azione Cattolica, Banca Popolare Etica, CGIL, CINI -Coordinamento Italiano Network Internazionali, CIPSI, CISA – Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare, CISL, CISP, Cittadinanzattiva, Gruppo Cooperativo Goel, Cooperazione Internazionale Piamartina – SCAIP, COOPI, CVX Italia, Daquialà, Dokita, Economia Alternativa, Equociquà, Fa’ La Cosa Giusta, Fairwatch Italia, FIBA CISL, Flare, FOCSIV, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, GCAP – Coalizione Italiana Contro la Povertà, Le Rondini, Legambiente, Lega Missionaria Studenti, LeG – Libertà e Giustizia, Lunaria, Mani Tese, Mag4 Piemonte, Mag Verona, Medici con l’Africa – CUAMM, Microdanisma, OISG – Osservatorio Italiano sulla Salute Globale, Oxfam Italia, RE:Common, Reorient, RTM – Reggio Terzo Mondo, Save the Children, Sbilanciamoci!, Social Watch Italia, UIL, Un ponte per, Volontari Terzo Mondo – Magis, WWF Italia.

Convegno internazionale “L’Italia e le sfide future della Salute Globale”. Roma, 5 marzo 2015

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale,
l’Associazione Amici del Fondo Globale Europa, l’Istituto Superiore di Sanità
e il Fondo Globale per la lotta all’AIDS, la Tubercolosi e la Malaria

sono lieti di invitarLa al Convegno Internazionale

L’Italia e le sfide future della Salute Globale

Giovedi 5 Marzo 2015 – 9.30-13.00

Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale,
Sala delle Conferenze Internazionali

Oltre 20 milioni di persone muoiono prematuramente nel mondo per malattie che sono prevenibili e anche curabili. In molti Paesi i servizi sanitari dipendono fortemente dagli aiuti internazionali e da quelli che provengono da organizzazioni multilaterali quali il Fondo Globale, il meccanismo più innovativo mai messo campo per lottare contro le malattie nei paesi più poveri del mondo. Il Fondo attualmente garantisce il 21% dei finanziamenti internazionali per la lotta contro l’AIDS, il 50% dei finanziamenti internazionali per la lotta contro la malaria e l’82% dei finanziamenti internazionali per la lotta contro la tubercolosi. L’Italia – con un contributo di oltre un miliardo di dollari – è stato un forte sostenitore del Fondo fin dai suoi inizi. Prendendo spunto dal rinnovato impegno dell’Italia nel Fondo, il Convegno – che vedrà la partecipazione di rappresentanti del mondo politico e istituzionale, di organizzazioni internazionali, di ricercatori e della società civile – affronterà il problema generale delle diseguaglianze di salute e ragionerà sul posizionamento del nostro Paese nei confronti delle sfide future della Salute Globale.
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Per partecipare è necessario inviare e-mail di registrazione entro il 27 Febbraio a: Italyglobalfund@afmeurope.org
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http://www.afmeurope.org

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9.00-9.30 – Registrazione

 

9.30-10.15 – Apertura dei lavori

• Lapo Pistelli, Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
• Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute
• Lia Quartapelle, Camera dei Deputati, Presidente Intergruppo Parlamentare Cooperazione     Internazionale
• Laurent Vigier, Presidente Friends of Global Fund Europe

 

10.15-11.00 – Il Fondo Globale ed il ruolo dell’Italia: passato, presente e futuro
(Chair: Paolo Venier)

• Mark Dybul, Direttore Esecutivo, The Global Fund – Why invest in Global Fund: results and impact
• Giampaolo Cantini, Direttore Generale DGCS-MAECI – L’Italia e il Global Fund: le attività della cooperazione italiana per la Salute Globale
• Hon. Kebede Worku, State Minister of Health, Ethiopia (tbc) – The Ethiopian experience in fighting HIV, TB and Malaria

 

11.00 – Coffee break

 

11.30-12.30 – Tavola rotonda: la Salute Globale e l’agenda post-2015
(Chair: Emilio Ciarlo)

• Ranieri Guerra, Direttore Generale prevenzione sanitaria, Ministero della Salute
• Mario Raviglione, World Health Organization, Geneva – Tuberculosis 2015: burden, progress, challenges, strategy
• Stefania Burbo, Osservatorio Italiano sull’Azione Globale contro l’Aids – Il ruolo delle ONG nella salute globale
• Dante Carraro, CUAMM – La lotta sul campo contro Ebola, Malaria e Tubercolosi
• Stefano Vella, Istituto Superiore di Sanità – Dalla lotta contro HIV, TB e Malaria alla Salute Globale

12.30 – 13.00 Discussione

 

13.00 – Conclusioni: Lapo Pistelli, Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

 

Light lunch

 

Traduzione simultanea Inglese/Italiano

Campagna ZeroZeroCinque. Inerzia politica in Europa: Robin Hood Tax rimandata al 2015

Ecofin: per ora ancora un nulla di fatto sulla Tassa sulle Transazioni Finanziarie

Obiettivo mancato per l’introduzione della Tassa sulle Transazioni Finanziarie (TTF) europea. I Ministri delle Finanze degli 11 Paesi dell’UE impegnati nel progetto di cooperazione rafforzata per l’introduzione della TTF non hanno annunciato l’accordo per la prima fase di implementazione dell’imposta, tradendo così l’impegno assunto a maggio, con cui si prometteva il raggiungimento di un’intesa entro la fine di quest’anno.

Un risultato purtroppo mancato anche per la Presidenza Italiana, impegnata da luglio nel ruolo di coordinamento dei lavori negoziali, che tuttavia non ha mai palesato pubblicamente una forte volontà politica di incidere su questo dossier cruciale per il contrasto alla speculazione finanziaria e per il reperimento di risorse quanto mai necessarie per la lotta alla povertà, per la solidarietà internazionale e per l’ambiente.

Lo stato dell’arte dei lavori negoziali, presentato dalla Presidenza italiana stamane a Bruxelles evidenzia come, al di là di un progresso registrato sul fronte della tassa sulle azioni, vi siano ancora sostanziali nodi da scogliere: le classi di strumenti derivati da sottoporre a tassazione, i principi di applicazione della tassa, le modalità di raccolta e spartizione del gettito.

“Constatare come ancora una volta i Ministri delle Finanze non siano riusciti a trovare la quadra per la definizione della TTF europea è un segnale che la nostra Campagna registra con allarme e preoccupazione, un segnale che ancora una volta getta luce sulla cronica difficoltà di accordarsi su misure comuni in materia di regolamentazione finanziaria” dichiara Leonardo Becchetti, portavoce della Campagna ZeroZeroCinque “Siamo ben consapevoli delle divergenti posizioni tra i Paesi coinvolti nel progetto ed, in particolar modo, dell’impasse creata dalla Francia, fortemente ancorata a un’architettura modesta della TTF nazionale in difesa del proprio settore bancario, particolarmente attivo nel trading dei derivati che è veramente il simbolo in negativo di una finanza ipertrofica e disfunzionale che tutti gli studiosi riconoscono oggi non più in grado di servire adeguatamente l’economia reale. Proprio per questo l’unica nota positiva da registrare oggi è che, a fronte dell’ennesima, ingiustificabile, promessa non mantenuta, per lo meno non si sia ceduto alla tentazione di arrivare a un accordo al ribasso che avrebbe di fatto sancito l’adozione di una TTF farsa”.

Gli 11 Ministri delle Finanze e la Commissione Europea hanno oggi di nuovo e pubblicamente ribadito il proprio impegno su questo dossier e la prosecuzione dei lavori nel 2015 sotto l’entrante Presidenza di turno lettone. Le Robin Hood Tax Campaigns in tutta Europa non abbasseranno quindi la guardia. Ieri a Roma, Madrid, Parigi e Berlino le campagne hanno reso visibile il proprio messaggio ai leader politici. Nella capitale, a Piazza del Popolo la Campagna ZeroZeroCinque ha posto un quesito al Premier Renzi che resta attuale e attende una risposta: “Matteo, tu da che parte stai? Dalla parte dei soldi facili, dei profitti per pochi, della speculazione o dalla parte della lotta alla povertà, dell’equità, della solidarietà internazionale?”.

“Chiediamo al Governo italiano, svincolato nei prossimi mesi dal ruolo istituzionale di Presidenza di turno dell’UE – aggiunge il portavoce Becchetti – di assumere una posizione più progressista ed incisiva al tavolo negoziale per ottenere in Europa una Robin Hood Tax efficace, ovvero applicata al più ampio spettro di strumenti finanziari inclusi i derivati; ricorrendo ai principi di tassazione (residenza, controparte e emissione) che ne rendano difficile l’elusione; tassando tutte le transazioni effettuate e non i saldi netti giornalieri; intercettando le operazioni intra-day e contrastando fattivamente il trading ad alta frequenza. Sulla TTF la UE cincischia, non passa l’esame ed è rimandata. E’ paradossale cedere alle lobbies su un’iniziativa che può portare nelle casse europee una cifra attorno ai 35 miliardi di euro all’anno secondo le stime della Commissione Un gettito crucialeda destinare per la lotta alla povertà e alle crescenti e preoccupanti disuguaglianze che stanno connotando le nostre società, e per incrementare le risorse su istruzione, salute globale e contrasto al cambiamento climatico nei Paesi in via di sviluppo.” conclude Becchetti.

Ufficio stampa Campagna ZeroZeroCinque
Sabina Galandrini
Mobile: +39 328 844 27 04;
zerozerocinque.stampa@gmail.com
www.zerozerocinque.it

Schede di approfondimento:
1- Cos’è la Tassa sulle Transazioni Finanziarie:
http://www.zerozerocinque.it/files/Scheda_su_TTF_dicembre_2014_def.pdf
2- Q&A: una mini guida ai nodi della TTF e del processo negoziale in corso
http://www.zerozerocinque.it/files/QA_sulla_TTF_dicembre_2014.pdf

FOTO GALLERY DELLE AZIONI SVOLTE IERI A ROMA, BERLINO, PARIGI E MADRID
Projection in Paris

Campagna ZeroZeroCinque: 35 miliardi di euro per lotta alla povertà, solidarietà internazionale, ambiente: ecco quanto arriverebbe dall’introduzione della Tassa sulle Transazioni Finanziarie in Europa

“E tu, Matteo, da che parte stai?

Dalla parte della speculazione o dell’equità?”
8 dicembre 2014 a Roma, Berlino, Madrid e Parigi:
l’azione delle Robin Hood Tax Campaigns
per chiedere ai Capi di Governo di sostenere la Tassa sulle Transazioni Finanziarie
e non cedere alle pressioni delle lobby

“Matteo tu da che parte stai? Dalla parte dei soldi facili, dei profitti per pochi, della speculazione o dalla parte della lotta alla povertà, dell’equità, della solidarietà internazionale?”. E’ questo il quesito posto a Matteo Renzi dalla Campagna ZeroZeroCinque. Il pomeriggio dell’8 dicembre, alla vigilia del Consiglio Europeo dei Ministri dell’Economia delle Finanze dell’UE (Ecofin), l’ultimo sotto la Presidenza di turno italiana, a Roma, Berlino, Madrid e Parigi le campagne si rivolgeranno ai propri Leader con un’originale provocazione per ricordar loro di mantenere l’impegno assunto sulla Tassa sulle Transazioni Finanziarie.

Al tavolo dell’Ecofin del 9 dicembre a Bruxelles è atteso infatti l’annuncio di un accordo tra gli 11 Paesi UE impegnati nel negoziato per la Tassa sulle Transazioni Finanziarie (TTF o Robin Hood Tax), un’imposta minima (es. 0,05%) sulle compravendite di strumenti finanziari che non scoraggia gli investimenti di medio-lungo periodo sui mercati, ma ha il merito di riuscire ad arginare gli eccessi di chi acquista e vende titoli a brevissimo termine, anche migliaia di volte in un solo giorno, per guadagnare sulle piccole oscillazioni del loro valore.

 

L’introduzione di questa tassa potrebbe garantire un gettito annuo fino a 35 miliardi di euro per gli 11 Paesi coinvolti, gettito che – secondo le Robin Hood Campaigns – dovrebbe essere ridistribuito a sostegno delle famiglie povere colpite dalla crisi, nel proprio Paese e nei Paesi in via di sviluppo, ma anche per finanziare misure di contrasto al cambiamento climatico. Solo per l’Italia si stima un gettito annuo tra i 5 e i 6 miliardi di euro. Un obiettivo che risolverebbe non pochi problemi, se si pensa che, in sole due settimane, la TTF europea raccoglierebbe risorse per recuperare i tagli effettuati in Italia dal 2008 al 2012 al fondo nazionale per le politiche sociali, mentre con 2,9 miliardi (gettito mensile della TTF europea) si potrebbero pagare i salari di un intero anno di 1,5 milioni di infermiere in Africa o ancora con 240 milioni di euro raccolti dalla TTF in soli due giorni e mezzo, si potrebbe finanziare la costruzione di 2.500 rifugi anticiclone, proteggendo così 8 milioni di persone che vivono in zone soggette a tali fenomeni.

 

L’enorme opportunità data dalla TTF è dietro l’angolo, ma rischia ora di essere compromessa da una preoccupante fase di stallo negoziale dovuta alle divergenti posizioni degli Stati Membri, ancorati ad interessi nazionali su cui fanno leva le ingenti pressioni delle lobby finanziarie nazionali.

 

“A un passo dalla concretizzazione di una TTF europea ci preoccupa che possa esserci una battuta d’arresto o un annacquamento dei risultati negoziali, con leader europei evidentemente sotto scacco delle lobby finanziarie allarmate dalla possibilità di implementazione di una misura fiscale e di regolamentazione finanziaria capace di penalizzare il trading ad alta frequenza e di aumentare il costo relativo di pratiche speculative rispetto a quelle di servizio all’economia reale – dichiara Leonardo Becchetti, portavoce della Campagna ZeroZeroCinque – Ci appelliamo, dunque, al Ministro Padoan e al Governo italiano affinché, in occasione del prossimo Consiglio dei Ministri europei delle Finanze, la Presidenza italiana possa portare a casa un risultato significativo, favorendo il raggiungimento di un accordo ambizioso sulla TTF, ovvero l’introduzione di una tassa con un’architettura efficace che preveda un’ampia base imponibile, principi di applicazione che ne rendano difficile l’elusione e che sia solidale con un pubblico impegno dei Governi per la destinazione del gettito alla lotta alla povertà”.

 

La campagna ZeroZeroCinque ha lanciato una petizione su www.change.org con cui i cittadini possono chiedere al Ministro Padoan di dare un segnale di forte discontinuità con il passato e rispondere al richiamo della cittadinanza per una maggiore giustizia fiscale e sociale. Sul fronte della TTF si gioca, infatti, una delle partite decisive che dirà se il bene comune e la volontà dei popoli europei per una volta prevarrà sullo strapotere delle lobby finanziarie e degli interessi di pochi. Il governo italiano e i governi europei devono ora scegliere, e con questa scelta dimostreranno da che parte stanno.
Ufficio stampa Campagna ZeroZeroCinque
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Le Robin Hood Campaigns sono attive in 11 Paesi europei. La coalizione italiana sulla TTF è rappresentata dalla Campagna ZeroZeroCinque che riunisce 57 organizzazioni tra ONG, sindacati e realtà del mondo associativo

 

ACLI, ActionAid Italia, Adiconsum, Adiconsum Basilicata, Altromercato, Amref, ARCI, ARCS, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, ATTAC Italia, Associazione di Comunità, Azione Cattolica, Banca Popolare Etica, CGIL, CINI -Coordinamento Italiano Network Internazionali, CIPSI, CISA – Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare, CISL, CISP, Cittadinanzattiva, Gruppo Cooperativo Goel, Cooperazione Internazionale Piamartina – SCAIP, COOPI, CVX Italia, Daquialà, Dokita, Economia Alternativa, Equociquà, Fa’ La Cosa Giusta, Fairwatch Italia, FIBA CISL, Flare, FOCSIV, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, GCAP – Coalizione Italiana Contro la Povertà, Le Rondini, Legambiente, Lega Missionaria Studenti, LeG – Libertà e Giustizia, Lunaria, Mani Tese, Mag4 Piemonte, Mag Verona, Medici con l’Africa – CUAMM, Microdanisma, OISG – Osservatorio Italiano sulla Salute Globale, Oxfam Italia, RE:Common, Reorient, RTM – Reggio Terzo Mondo, Save the Children, Sbilanciamoci!, Social Watch Italia, UIL, Un ponte per, Volontari Terzo Mondo – Magis, WWF Italia.

Giornata mondiale contro l’AIDS: “Entro il 2030 si può debellare”

Il direttore Relazioni Esterne del Global Fund e la portavoce dell’Osservatorio AIDS fanno il punto della situazione sulla lotta all’AIDS

 

In occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS alcuni tra i principali attori impegnati nella lotta alle pandemie illustrano gli ottimi progressi raggiunti, le criticità e gli obiettivi futuri.

 

Christoph Benn, direttore per le relazioni esterne del Fondo Globale per la Lotta contro AIDS, TBC e Malaria, ha spiegato: “Da alcuni anni assistiamo ad una notevole riduzione di morti correlate all’AIDS. Attualmente, il Fondo Globale sostiene 6,3 milioni di persone in trattamento antiretrovirale. Nonostante questi progressi rilevanti, non dobbiamo supporre che il problema sia risolto. HIV e AIDS sono ancora la prima causa di mortalità nell’Africa subsahariana tra gli adulti”. Secondo recenti dati resi noti da UNAIDS, programma delle Nazioni Unite sull’AIDS, hanno perso la vita a causa del virus 1.5 milioni di persone nel 2013 ed oltre due milioni di individui sono stati contagiati. Occorre considerare che nell’ultimo decennio sono stati fatti enormi progressi, “Circa dodici anni fa il tasso di copertura della terapia antiretrovirale salvavita era del 2%, oggi siamo arrivati quasi al 60´%” tiene a precisare Benn.

 

Ci sono fattori da cui il progresso della lotta all’AIDS non può prescindere. Tutti gli attori coinvolti nell’azione contro le pandemie pongono l’accento sulle cosiddette ‘popolazioni chiave’: “Abbiamo imparato che l’AIDS non è distribuita in modo uniforme tra la popolazione mondiale – spiega l’esponente del Global Fund -, quindi c’è la necessità di piani d’azione mirati, volti a raggiungere gli individui che si trovano in aree di alta trasmissione della malattia”. Il diritto di accesso alle cure e alla terapia è altresì da considerare un pilastro della lotta all’HIV/AIDS. Sono i bambini a soffrire maggiormente proprio della mancanza di accesso alla terapia e nel 2013, circa il 60% delle nuove infezioni tra i giovani della fascia d’età 15-24 anni è stato contratto da donne.

 

“La lotta contro l’AIDS ha registrato progressi enormi e diffusi – spiega Stefania Burbo, portavoce dell’Osservatorio Italiano sull’Azione Globale contro l’AIDS -, ma rimane ancora molto da fare. Mancano all’appello del Fondo Globale per la Lotta contro AIDS, TBC e Malaria, il principale finanziatore multilaterale nel campo della salute globale, 2.5 miliardi di dollari per contrastare efficacemente le tre pandemie”. L’Osservatorio AIDS si unisce all’appello della società civile europea, affinché i Governi si impegnino a destinare le risorse che si ricaveranno dalla Tassa sulle Transazioni Finanziarie (TTF) a settori chiave per lo sviluppo, tra cui la salute globale, ricorrendo anche a fondi multilaterali già esistenti, come il Fondo Globale. “La Tassa sulle Transazioni Finanziarie – conclude Burbo -, ovvero un’imposta estremamente ridotta sulla compravendita di strumenti finanziari che l’Italia ha deciso di adottare insieme ad altri 10 Paesi europei, potrebbe contribuire a ridurre questo gap finanziario”.
Contatti stampa:
Eleonora Pochi – Media Officer Osservatorio Italiano sull’Azione Globale contro l’AIDS
Italian Network against AIDS
Via Colossi, 53 – 00146 Roma – Italia
tel. +39 388 8414818 – e-mail: osservatorioaids@ong.it – website: www.osservatorioaids.it